L'audizione al senato del Direttore
Generale dell'Abi, in merito allo schema legislativo recante
attuazione della Direttiva 2008/48CE, ci offre la possibilità di
valutare l'andamento del credito al consumo in Italia. Col termine
credito al consumo si intende il credito per l'acquisto di beni e
servizi o per soddisfare esigenze di natura personale, concesso ad
una persona fisica (consumatore) da un soggetto autorizzato (banca).
Secondo i dati forniti dall'Abi negli
ultimi dieci anni le banche hanno sostenuto il credito alla famiglie
globalmente per 409 miliardi (ad aprile 2010). Rispetto allo scorso
anno, il tasso di crescita delle consistenze è stato del 9%, pari ad
un totale di 375 miliardi (ad aprile 2009), a dimostrazione che
nonostante la situazione congiunturale non positiva le banche
continuino a fare il loro lavoro di sostegno al sistema delle
famiglie. Nel periodo 2009 il tasso di crescita delle consistenze,
rispetto al 2008, era stato pari al 4,2%, da 360 a 375 miliardi di
euro.
La maggior parte di questa somma è rappresentata dai mutui
erogati alle famiglie per l'acquisto delle abitazioni, nello
specifico pari a 283 miliardi ad aprile 2010, in crescita dell8,3%
rispetto al 2009.
Per quanto riguarda invece il credito
al consumo, l'Abi rileva come questa forma di finanziamento abbia
assunto negli anni anche in Italia sempre maggiore importanza,
raggiungendo a dicembre 2009 un ammontare delle consistenze pari a
113 miliardi di euro, con una crescita annuale del 6,7%. Il trend
sebbene in crescita fa risultare una flessione rispetto all'anno
precedente (2009 su 2008) quando l'aumento percentuale era stato del
8,9%. Nonostante la crescita il mercato del credito al consumo in
Italia rimane tra i meno sviluppati d'Europa. Infatti, analizzando il
rapporto tra le consistenze e il Prodotto interno lordo, troviamo che
questo è pari al 7,63% nel nostro Paese, contro il 7,9% della
Francia, il 9,1% della Spagna ed il 16,4% della Gran Bretagna. Tra i
Paesi industrializzati d'Europa solo la Germania ha un rapporto più
basso del nostro e pari al 7,3%. Secondo l'Abi tale basso grado di
sviluppo del mercato del credito , in generale e specificamente per
il credito al consumo è dovuto al basso grado di indebitamento delle
famiglie italiane rispetto a quanto si registra negli altri Paesi
dell'area Euro.
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
Un ulteriore conferma che l'Italia, disastrata dal punto di vista della spesa pubblica (aumentato del 10%, nell'ultimo anno, il rapporto deficit pil) è però ben lontana dai livelli di indebitamento privato che si registrano negli altri Paesi Europei più sviluppati. L'Abi fa sapere che rispetto al numero complessivo di famiglie finanziate quelle che non sono state in grado di restituire debito a dicembre del 2009 sono state l1,2%, un valore decisamente basso, seppur in crescita rispetto allo 0,9% del 2008. Nessun riferimento ai dati di quest'anno, che tuttavia risulteranno condizionati dall'iniziativa dell'Abi di sospensione per 12 mesi delle rate del mutuo per le famiglie disagiate.
In chiusura consigliamo per un'analisi più completa del fenomeno del credito in Italia, anche l'indagine Eurispes sulla diffusione del fenomeno dell'Usura nel nostro Paese, infatti, difficoltà di accesso al credito presso le banche ed usura sono fenomeni strettamente correlati.
[Via:Abi.it ] |
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