La Direttiva Europea PSD (Payment Services Directive), introdotta nel nostro ordinamento a Marzo, prevede un progressivo adattamento a degli standard europei per iservizi di pagamento. L'obiettivo è quello di introdurre nuove norme semplici, chiare ed uniformi nel settore dei pagamenti, in tutti gli stati membri dell'Unione Europea, più Liechtenstein, Norvegia ed Islanda. Ciò dovrebbe portare ad aumentare la concorrenza tra gli operatori, garantendo pari condizioni, più trasparenza e maggiori tutele nei confronti dei clienti del sistema bancario.
La Direttiva riunisce in un singolo quadro normativo tutte le norme che riguardano il sistema dei pagamenti, con l'obiettivo di sostenere per quelli elettronici la creazione di un mercato europeo, riducendo i costi e le inefficienze degli strumenti cartacei e dei trasferimenti per contanti.
Per effetto della direttiva, dal 5 diluglio cambieranno nel nostro Paese le procedure per addebiti diretti ed incassi. Per i clienti e le imprese questo implicherà ancora più tutele e garanzie, in quanto, la PSD dispone termini più ampi per notificare eventuali transazioni non autorizzate e chiederne il rimborso. Secondo le stime della Commissione Europea i benefici di questa standardizzazione dei servizi di pagamento ammontano a 123 miliardi di euro in sei anni.
Per questo motivo l'Abi ha predisposto in collaborazione con 16 associazioni dei consumatori e 5 associazioni imprenditoriali, due guide, una rivolta alle famiglie e l'altra alle imprese. I vademecum sono stati presentati a Roma durante il Convegno Spin 2010, e saranno messi a disposizione dall'Abi presso gli sportelli bancari nei prossimi giorni.
Il direttore dell'Abi, Giovanni Sabatini, intervenuto al convegno ha auspicato che da un lato venga fissata la end date ovvero la data di dismissione degli strumenti e delle procedure nazionali e dall'altro che la Pubblica Amministrazione svolga un ruolo trainante nel processo di migrazione alla Sepa.
APPROFONDIMENTO:IL PROGETTO SEPA
Il progetto SEPA (Single EuroPayment Area) mira ad estendere il processo d'integrazione europea ai pagamenti al dettaglio in euro effettuati con strumenti elettronici e non con i contanti, con l'obiettivo di favorire l'efficienza e la concorrenza all'interno dell'area dell'euro. Da questo punto di vista non esistono distinzioni tra pagamenti nazionali e transfrontalieri nell'area euro, che vengono considerati tutti come domestici
Questo progetto è promosso dalla Banca Centrale Eropea e dalla Commissione europea , mentre lo European Payments Council (EPC - Consiglio europeo per i pagamenti) è predisposto alla sua realizzazione.
[Via: Abi.it ] |
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Siringrazia l'utente Cayusa
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