Il prossimo biennio si preannuncia molto difficile per i Paesi dell'Eurozona ed in particolare per l'Italia a causa di una riduzione ulteriore della crescita mondiale ed ad un acuirsi delle tensioni sui titoli sovrani Europei. Sono questi alcuni degli elementi del Rapporto di previsione AFO-Financial Outlook 2011-2013 diffuso dall'Abi, secondo il quale lo scenario per l'Italia sarà particolarmente duro. Questo a causa del prefigurarsi di una recessione per il 2012, aspetto peraltro in linea con le previsioni di Confindustria e Ocse a cui seguirà un 2013 di sostanziale stagnazione dei principali indicatori economici. Nello specifico la crescita del Pil italiano non supererà lo 0,6% quest'anno, subirà una contrazione dello 0,7% nel 2012 per poi ritornare leggermente positivo nel 2013 (+0,3%).
A livello macroeconomico, invece, il rapporto prevede un netto indebolimento dell'attività economica internazionale per tutto il 2012, con una debole ripresa nel 2013. Il Pil mondiale resterà comunque sotto il 4% fino al 2013.
Il mercato del lavoro nel nostro Paese mostrerà ulteriori segni di debolezza proseguendo sulla strada prefigurata nel rapporto dello scorso anno, sebbene allora il quadro delineato dall'Abi fu meno duro di quanto poi si è verificato nella realtà. In ogni caso il tasso di disoccupazione rimarrà sopra l'8% senza registrare cali per il prossimo biennio, con una riduzione ulteriore degli occupati.
Per il Direttore generale dell’ABI, Giovanni Sabatini, “l'Italia assume in questo contesto un ruolo centrale, sia in quanto principale bersaglio delle tensioni sui titoli sovrani, sia perchè al Governo è richiesto un contributo importante, che ha trovato una prima risposta, a nostro parere positiva, con il decreto Salva Italia”. Ora serve secondo l'Abi, che anche l'Europa faccia la sua parte con risposte credibili a livello comunitario.
In questo scenario, il settore bancario è anch'esso sottoposto a forti pressioni, da un lato per le criticità sul fronte dal funding, dal lato per le pressioni dell'Autorità di Vigilanza sui coefficienti di patrimonializzazione. Tuttavia l'Abi continua a sostenere la solidità delle banche italiane che nonostante, la bassa redditività, risultano in grado di proseguire la strada del rafforzamento patrimoniale. Sul fronte dell'erogazione del credito le Banche dichiarano un irrigidimento delle condizioni creditizie proprio perchè, accanto alle tensioni per le difficoltà econome, si trovano ad affrontare le tensioni finanziarie derivanti dalla crisi del debito sovrano del nostro Paese.
Queste difficoltà influenzeranno anche la raccolta di denaro presso i residenti che dovrebbe crescere a tassi costantemente inferiori a quelli dei prestiti al settore privato. In questo caso l'andamento congiunturale dovrebbe essere guidato dalla componente obbligazionaria, mentre i depositi dovrebbero crescere su tassi costantemente superiori al 3%.
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