Gli stranieri che vivono in Italia
negli scorsi 12 mesi hanno fatto defluire oltre 6,4 miliardi di
rimesse, una valore in calo del 5,4% rispetto al 2009 (è la prima
volta dal 2005). È questo uno dei dati principali di uno studio
della Fondazione Leone Moressa sui flussi monetari transitati per i
canali di intermediazione regolare in uscita dallItalia da parte
degli stranieri che vivono nel nostro Paese. Secondo lo studio è in
calo anche il valore delle rimesse calcolate a livello pro capite che
nel 2010 è stato pari a 1508 euro, contro i 1734 euro del 2009
(-13%).Così come il valore delle rimesse in rapporto al Pil che nel
2010 è stato pari allo 0,41% del prodotto interno lordo, contro lo
0,44% dell'anno precedente.
Questo enorme flusso di denaro si
rivolge soprattutto verso oriente, dove la macroarea asiatica assorbe
il 47,4% di tutti i flussi monetari, per un valore superiore ai tre
miliardi di euro. Il 27,7% delle rimesse rimane all'interno dei
confini europei, il 12,5% si muove in direzione Africa, mentre
l'11,6% rimanente va verso l'America. La contrazione del volume
totale delle rimesse ha provocato una riduzione dei flussi di denaro
anche in quasi tutte le aree di destinazione. Nello specifico il
continente asiatico ha ricevuto il 9,5% in meno di denaro e l'Africa
il 4,5%, mentre le rimesse verso i Paesi Europei sono aumentate del
4,2%.
I Paesi che ricevono il maggior volume
di denaro sono la Cina con 1,7 miliardi di euro, seguito dalla
Romania (800 milioni di euro), dalle Filippine (712 milioni di euro)
e dal Marocco (251 milioni di euro). Rispetto al 2009 questi valori
risultano in calo del 10,2% per quanto riguarda la Cina, dell'11,1%,
per le Filippine e del 3% per la Romania.
Secondo la Fondazione Leone Moressa
ogni cinese residente in Italia invia in patria poco più di 9 mila
euro, riuscendo così a mantenere 2,9 cinesi in patria. Questo
significa che complessivamente la comunità cinese in Italia mantiene
oltre mezzo milione di connazionali in Patria. Dietro i cinesi
troviamo i filippini che con 5.761 euro di rimesse pro capite
sostengono una comunità in patria di 468 mila concittadini, seguono
i bengalesi che mantengono 400 mila soggetti e i senegalesi che
provvedono a 308 mila connazionali.
Oltre un quarto delle rimesse che
escono dall'Italia provengono da Roma, dove nel 2010 sono usciti 1,7
miliardi di euro. Seguono la capitale Milano (825,567 milioni di
euro; 12,9% del totale), Napoli (212,608 milioni; 3,3%), Firenze
(198,436 milioni; 3,1%) e Prato (179,141 milioni; 2,8%).
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Secondo i ricercatori della fondazione Moressa, la crisi economica che ha colpito l'Italia ha creato un aumento del numero dei disoccupati stranieri, mettendo a dura prova i bilanci di questi immigrati. La conseguenza è stata una naturale contrazione di quella parte di risparmio destinata ai paesi di origine, per garantirsi la sopravvivenza in Italia. Inoltre,,il calo delle rimesse dipende anche dal fatto che molti stranieri nel tempo hanno scelto lItalia come il proprio paese di residenza, avvicinando e ricongiungendo a sé la propria famiglia col risultato che parte del denaro che prima veniva inviato in Patria, ora rimane nel territorio nazionale.
[Via: Fondazione Leone Moressa ] |
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