Venerdi, 19 Luglio 2019

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Immatricolare Auto All'Estero: in Arrivo Procedure Più Semplici Nell'UE


immatricolazione auto, Unione Europea, consumatori

Chi ha provato ad immatricolare un'auto in un altro Stato dell'Unione Europea sa le difficoltà a cui si va incontro sia di ordine burocratico che in termini di tempo. Una situazione che la Commissione Europea ha definito inaccettabile visto che sono oltre 20 anni che l'UE sta cercando di creare un mercato unico di persone, beni e servizi che possano circolare liberamente. Ma le barriere esistono, soprattutto per quanto riguarda la circolazione dei beni, in questo caso le automobili. Secondo i dati di una consultazione pubblica svolta dalla stessa Commissione Europea, più della metà delle imprese ha dichiarato di rinunciare a trasferire autoveicoli da uno Stato membro all'altro, mentre il 23,7% dei cittadini non è riuscito ad immatricolare il veicolo nello Stato membro interessato. Gli ostacoli maggiori sono le diverse normative e requisiti, la burocrazia spesso eccessiva e le spese aggiuntive.  

Per completare la procedura, fanno sapere da Bruxelles, sono necessarie in media cinque settimane mentre il costo stimato per i cittadini e le imprese è di 400 euro. Nonostante ciò, fa sapere la Commissione sono circa 3,5 milioni i veicoli (di cui 200 mila in Italia) che vengono trasferiti da imprese e cittadini in un altro Paese Membro. 
L'Obiettivo della Commissione è eliminare il maggior numero di barriere possibili e favorire la circolazione dei veicoli, stimando che procedure più semplici potrebbero portare ad un risparmio complessivo di almeno 1,445 miliardi di euro l'anno per imprese, cittadini e autorità di immatricolazione.

La proposta avanzata dal Vicepresidente della Commissione EuropeaCommissione Europea Antonio Tajani, introduce il principio che i veicoli vanno immatricolati nel Paese dell'Ue in cui vive il proprietario e che non sia necessaria una nuova reimmatricolazione nel caso di spostamento in altri Paesi membri. Questo aspetto porterebbe benefici enormi a chi per studio o per lavoro trascorre parte dell'anno in un Paese Europeo diverso da quello di origine, visto che attualmente, per chi vuole utilizzare il proprio mezzo nei due Paesi membri, viene spesso richiesta una nuova immatricolazione.
Inoltre vi è la volontà di semplificare le procedure amministrative per la reimmatricolazione di automobili, furgoni, autobus e camion nel caso di cambio di residenza o di acquisto di veicoli di seconda mano. Ad esempio chi compra e vende veicoli usati in un altro Paese dell'Ue non dovrà più far fronte a controlli tecnici aggiuntivi e chi lavora in un altro Paese dell'UE e guida un veicolo immatricolato dal datore di lavoro non sarà più tenuto a immatricolarlo nel proprio Paese d'origine. Questo principio varrà sia per i cittadini che per le imprese, le quali dovranno immatricolare i propri mezzi aziendali solo nel Paese in cui la società ha la sede principale.
Per frenare i rischi connessi alla criminalità, la Commissione prevede di aumentare la cooperazione tra le autorità di polizia e controllo rendendo impossibile (o altamente difficile) immatricolare in un altro Paese dell'Ue i veicoli rubati.
Infine le società di autonoleggio potranno trasferire i veicoli da un Paese all'altro all'Interno dell'Unione Europea senza necessità di reimmatricolazione. Ciò si spera possa tradursi anche in un calo dei costi di noleggio per i consumatori.
 
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