Le emissioni che fuoriescono dai tubi di scappamento dei motori diesel sono cancerogene per gli esseri umani e l'esposizione ai gas è associata ad un “rischio accresciuto di tumore al polmone” ed anche ad un maggior rischio di cancro alla vescica. A sostenerlo è il Centro internazionale di ricerca sul Cancro (Circ/larc) dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), che già nel 1998 aveva classificato le emissioni dei motori diesel tra i “cancerogeni probabili” per l'uomo. Ora dalla probabilità si è passati alla certezza, infatti i gas di scarico dei motori diesel sono stati classificati nel gruppo 1, quello delle sostanze “cancerogene certe”, mentre in precedenza erano annoverati nel gruppo 2 delle sostanze “probabilmente cancerogene” per l'uomo.
Gli esperti dell'Oms, riuniti a Lione, hanno stabilito che ci sono prove sufficienti della correlazione tra emissioni dei motori diesel e insorgenza del cancro.
Secondo il presidente del Circ, Christopher Portier, le prove scientifiche sono inconfutabili ed è necessario che : “l'esposizione a questa miscela di prodotti chimici sia ridotta in tutto il mondo”.
La notizia non potrà che avere ripercussioni vista l'alta diffusione delle vetture diesel soprattutto nell'Europa occidentale, a causa dei minori consumi di carburante e del minor costo del diesel. L'Italia è uno dei Paesi capofila quanto a diffusione delle auto diesel, basti pensare che in un periodo di recessione come il nostro, sono state ben 372 mila le vetture diesel vendute in questa prima metà dell'anno, pari al 54,5% del totale.
Nel commentare la notizia, l'Associazione Europea dei Costruttori d'Auto (Acea) si è dichiarata sorpresa, sottolineando che: “le tecnologie (diesel ndr) sono state sviluppate proprio per rispondere a queste preoccupazioni. E le ultime tecnologie diesel sono veramente molto pulite”.
Anche Allen Scheffer, direttore esecutivo del Diesel Technology Forum, ha espresso perplessità, evidenziando che : “i motori diesel che si basano sulle nuove tecnologie utilizzano carburanti a bassissima quantita' di zolfo, con sistemi e tecniche avanzate di controllo delle emissioni, sono ormai vicino alle zero emissioni per quanto riguarda gli ossidi di azoto, gli idrocarburi e il particolato''. In ogni caso l'Oms non ha dubbi e tali dichiarazioni non possono che aprire nuovi scenari sia per quanto riguarda la mobilità, che le politiche di viabilità, ma anche per quanto riguarda la salute di pedoni e lavoratori che hanno a che fare con auto a motore diesel.
Nel frattempo in Italia si è mossa l'associazione dei consumatori Codacons, secondo cui dopo tali dichiarazioni dell'Oms: “le Procure della Repubblica potranno finalmente procedere contro i sindaci che non bloccano la circolazione dei veicoli e non prendono provvedimenti seri per scongiurare il superamento del valore limite di 50 µg/m3 di PM10, che per legge non andrebbe superato per più di 35 volte in un anno". L'associazione ha anche annunciato una possibile class action per le persone ammalate di tumore ai polmoni.
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