Mercoledi, 22 Agosto 2018

EcoCar

Pneumatici: Prezzi in Aumento per il Contributo Ambientale Allo Smaltimento Dei PFU

michelintyre.gifil Decreto ministeriale 82/2011 pubblicato nei giorni scorsi nella Gazzetta Ufficiale introduce importanti novità per quanto riguarda il recupero e lo smaltimento degli pneumatici usati. L'Obiettivo del decreto è quello di intercettare il 100% degli pneumatici che arrivano a fine vita, eliminando i flussi illegali e non controllati. Un mercato illegale, quello degli pneumatici usati che controlla ogni anno circa 100 mila tonnellate di PFU (pneumatici fuori uso), pari ad un quarto degli pneumatici immessi annualmente in commercio, per un giro d'affari delle ecomafie da due miliardi di euro in cinque anni (Dati Legambiente). Molti di questi PFU prendono la via dell'estero, ma sono anche molti quelli che finiscono nelle discariche abusive, basti pensare che dal 2005 ad oggi, sono circa 1.049 le discariche abusive individuate, per una superficie complessiva di oltre 6 milioni di metri quadrati.
Come potrà essere fermato questo business degli pneumatici fuori uso? Col contributo attivo dei produttori e degli importatori di pneumatici. Infatti, il decreto introduce il principio della “producer responsibility” che prevede che ciascuna azienda interessata dalla normativa sia responsabile e gestisca una quota di PFU (di qualsiasi marca) pari al volume di pneumatici nuovi immessi sul mercato nell'anno precedente. I produttori e gli importatori dovranno perciò o direttamente o tramite forme associate o gestori autorizzati, procedere al ritiro dei PFU  presso gommisti, autofficine, sedi di flotte di veicoli su tutto il territorio nazionale e avviarli presso gli impianti di trattamento e valorizzazione. Tutto questo a partire dal 90° giorno dall'entrata in vigore del regolamento, per cui circa verso ottobre 2011. Per i produttori ed importatori che non raggiungono le quantità di PFU richieste è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria pari al contributo percepito per i quantitativi di pneumatici non gestiti, maggiorata del 50%.
Il decreto prevede un regime transitorio in cui le quantità di PFU recuperate potranno essere inferiori a quelle immesse sul mercato, vale a dire il 25% del venduto al 31 dicembre 2011 e l'80% al 31 dicembre 2012, però entro il 31 dicembre 2013 dovrà essere raggiunto l'obiettivo del 100%.


COSA CAMBIA PER I CONSUMATORI
Il decreto prevede l'introduzione di un contributo ambientale sul prezzo degli pneumatici nuovi che andrà a coprire i costi sostenuti dalle aziende produttrici per il ritiro e la gestione di PFU e che ricadrà sui consumatori. Per cui saranno i consumatori a sostenere i costi di questa maggiore tutela ambientale.
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Autotrasporto: Introdotti Nei Pedaggi i Costi dell'Inquinamento Atmosferico e Acustico Dei Camion

camion0906.gifNei giorni scorsi il Parlamento Europeo ha approvato la proposta di direttiva sull'internalizzazione dei costi esterni, Eurovignette III, che andrà a modificare le norme che regolano l'autotrasporto dei mezzi pesanti. In concreto verranno introdotti nei pedaggi stradali anche i costi dell'inquinamento atmosferico e acustico provocato dai mezzi pesanti (oltre le 3,5  tonnellate),  oltre a quelli già previsti per le infrastrutture. Viene introdotto insomma il principio del: “chi inquina paga”, permettendo agli Stati Membri di avere a disposizione maggiori introiti da reinvestire nella mobilità sostenibile. L'idea alla base di questa nuova direttiva è assolutamente interessante e potrebbe produrre un gettito considerevole per gli Stati membri, considerando che, il trasporto merci su strada registra un valore di 1690 miliardi di tonnellate per km . Tuttavia sono diversi i punti oscuri che hanno sollevato più di qualche critica. Anzitutto la versione definitiva del testo incoraggia gli Stati Membri ad investire solamente il 15% dei nuovi proventi realizzati,  in infrastrutture che rendano più sostenibili i trasporti e non tutta la somma, come previsto inizialmente. Inoltre viene prevista per gli Stati Membri la possibilità di chiedere deroghe alla Commissione Europea, per i mezzi sotto le 12 tonnellate. Questo se gli Stati membri ritengono che l'applicazione dei "pedaggi maggiorati" a tutti i mezzi sopra le 3,5 tonnellate possa determinare conseguenze negative sul traffico, l'ambiente e i livelli di inquinamento per il fatto che tali mezzi devierebbero dalle strade soggette a tariffazione aggiuntiva.
Si tratta di due elementi che limitano molto la portata della direttiva e svincolano molto gli Stati dall'impegno nel cercare soluzioni maggiormente sostenibili al trasporto su gomma, che in Europa è quattro volte più grande di quello ferroviario.

Il testotesto prevede che i pedaggi vengano riscossi praticamente su tutta la rete autostradale europea, tramite un sistema elettronico comune, che dovrebbe essere pronto entro il 2012.

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Auto Elettriche: il 76% Degli Italiani le Vorrebbe al Posto Delle Auto Tradizionali

tesla0106.gifQualche settimana fa abbiamo visto che secondo l'indagine "Global e-Vehicles Survey", condotta da Deloitte il 74% degli italiani prende in seria considerazione la possibilità di passare all'auto elettrica. Sul tema è tornata recentemente anche Accenture con la ricerca "Plug-in electric vehicles: changing perceptions, hedging betsPlug-in
electric vehicles: changing perceptions, hedging bets”, che ha sondato le opinioni di oltre 7000 persone in 13 Paesi, tra cui l'Italia. L'indagine ha messo in luce una gran voglia di mobilità verde con il 60% degli intervistati che sarebbe disposto, al prossimo acquisto, a comprare una automobile elettrica plug-in ed il 68% che ne valuta la possibilità entro i prossimi tre anni.
Tra i consumatori più favorevoli alla sostituzione delle auto tradizionali con auto elettriche e auto plug in ibride elettriche, subito dopo i Cinesi (86%) ci siamo noi italiani con una percentuale di preferenza del 76%, contro una media del 58%. Va detto che come popolo non siamo tra quelli che ne capiscono di più di auto elettriche, infatti solo il 21% degli italiani si considera abbastanza esperto da considerare le auto elettriche tra le possibilità di acquisto della prossima vettura. Si tratta delle percentuale più bassa, dietro solamente a quella del Giappone (20%) e risulta di 9 punti percentuali inferiori alla media.
Nonostante questo alla domanda “ Considereresti un'auto elettrica o ibrida elettrica tra le opzioni per la tua prossima auto?” il 73% degli italiani risponde affermativamente, contro una media del 60%. Si tratta della terza percentuale più alta dopo quella dei cinesi (95%) e degli spagnoli (76%).
Tuttavia il 55% degli italiani vorrebbe sapere come l'elettricità per caricare il veicolo verrebbe generata e dichiara che questo fattore potrebbe avere peso sulla scelta di comprare o meno un auto elettrica. Si tratta di una percentuale superiore alla media di 10 punti e più bassa solo di quella dei Cinesi (62%) e dei Giapponesi (56%).
Insomma gli italiani sono in prima fila nell'acquisto o nella preferenza delle auto elettriche, anche se come sempre bisognerà sciogliere i dubbi legati alle modalità e ai tempi di ricarica delle batterie.

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Auto Più Inquinanti in Calo Grazie Agli Incentivi Rottamazione, ma Restano Ancora le Più Diffuse

incentiviautolombardia.gifRecentemente abbiamo visto che tra le venti regioni più trafficate d'Europa ben cinque sono italiane, con gli effetti che tutti conosciamo sulla qualità dell'aria delle nostre città (tra le più inquinate d'Europa) e sulla salute dei cittadini.
Nonostante si faccia ben poco per risolvere questa situazione, va detto che l'introduzione di incentivi statali per l'acquisto di veicoli nuovi meno inquinanti ha avuto qualche effetto positivo sull'ambiente. A riferirlo è l'Istat, nell'ultima indagine sui trasporti urbani (riferita ai dati 2009).
Secondo quanto riporta l'Istituto di Statistica gli incentivi alla rottamazione hanno contribuito anche a far diminuire dello 0,6% il tasso di motorizzazione complessivo (numero di automobili per mille abitanti) che è arrivato ad un valore di 611,2. In generale sono aumentate del 16,3% le autovetture meno inquinanti, euro 4 ed euro  La quota di autovetture euro 4 e euro 5 ha raggiunto nel 2009, raggiunge il 38,6%, in aumento di 5,6 punti percentuali rispetto all’anno precedente e si avvicina molto, pur senza superarla, alla percentuale (39,8%) di veicoli più vecchi ed inquinanti (euro 0, euro 1 ed euro 2).
Dal 2005 al 2009 la quota di vetture più inquinanti (euro 0, euro 1 ed euro 2) è calata dal 62,2% al 39,8%, mentre quella di vetture “più ecologiche” è salita dall'8,7% al 38,6%. In leggero calo la quota di auto euro 3, scesa dal 29,1% al 21,7%.
La quota di vetture con cilindrata superiore a 2.000 cc è risultata pari nel 2009 al 7,7%, in aumento di un decimo di punto percentuale rispetto all'anno precedente. Nei comuni capoluogo di provincia predominano, comunque, le autovetture con cilindrata inferiore a 1.400 cc, con una quota media del 56,9%. Purtroppo, rileva l'Istat, resta elevata (46,2%) ed in aumento (+1,1%) la quota di autovetture con un’età non inferiore a otto anni. Nel 2000 questa percentuale era più bassa di quella attuale e pari al 50%, tuttavia nel 2004 risultava pari a quasi il 60%, per cui si registra un trend discendente negli ultimi cinque anni.


DOMANDA E OFFERTA DI TRASPORTO PUBBLICO
Un ulteriore dato positivo riguarda l'offerta di trasporto pubblico (identificata dal parametro posti-km) che risulta in leggero aumento sul 2008 (+0,6%), così come la densità delle reti percorse dagli autobus (+2%). Risulta invece in calo la disponibilità di autobus a seguito della rottamazione di quelli più vecchi -0,9% sul 2008). 


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AUTO ELETTRICA: IL 74% DEGLI ITALIANI DISPOSTO ALL'ACQUISTO. FATTORI CRITICI L'AUTONOMIA E IL COSTO

ricaricaecar0103.gifDomani scatterà l'81esima edizione del salone dell'Auto di Ginevra, uno degli appuntamenti del settore automotive più importanti (se non addirittura il più importante), in cui grande spazio sarà dedicato alla mobilità sostenibile.
Cercare una via di fuga dai combustibili fossili nel settore dei trasporti sembra essere la vera sfida di questo nuovo decennio, col mondo dell'Auto sempre più impegnato verso nuovi orizzonti sostenibili, soprattutto per quanto riguarda lo sviluppo dell'auto elettrica. Nonostante siano molti i dubbi che riguardano questa tecnologia, su tutti i costi di produzione, i tempi di ricarica e la durata delle batterie, aumenta il budget delle grandi case dedicato allo sviluppo di questa tecnologia e anche l'interesse da parte dei consumatori. Proprio all'interesse e le aspettative dei consumatori verso l'auto elettrica è dedicata l'indagine "Global e-Vehicles Survey", condotta da Deloitte e presentata ieri a Milano durante il convegno "E-car: grande domanda, offerta adeguata?" . Secondo lo studio il 74% degli italiani prende in seria considerazione la possibilità di passare all'auto elettrica, dimostrando fiducia nella tecnologia, sebbene l'atteggiamento di fondo prima dell'acquisto rimane comunque orientato alla prudenza. I soggetti più interessati, ovvero i potenziali "First movers", sarebbero soprattutto i giovani di città, con una spiccata sensibilità ambientale, spinti dal fatto di ritenere le auto elettriche: “convenienti, sicure, alla moda e con un buon value for money". La maggior parte dei soggetti intervistati, comunque dichiara di considerare i veicoli elettrici migliori rispetto a quelli tradizionali a combustione, in termini di impatto ambientale e costi grazie alla disponibilità di incentivi governativi. D'altro canto i veicoli tradizionali vengono considerati i migliori in termini di autonomia, comodità di rifornimento rispetto alla ricarica e di prezzo.
Più di 8 consumatori su dieci ritiene molto importante per l'acquisto o il noleggio di una vettura elettrica elementi come la comodità di ricarica, l'autonomia e il costo di ricarica. Se però il potenziale cliente può accettare di cambiare le proprie abitudini per quanto riguarda le modalità di ricarica (non più pochi minuti ma qualche ora) non transige sull'autonomia. La maggioranza del Campione (il 74%), infatti, ha un'aspettativa di autonomia di 480 chilometri, una distanza che attualmente il mercato delle auto elettriche non è in grado di coprire.(Va detto in reealtà che prototipi coma la MIra Ev sono stati in grado di superare i 1000 km di autonomia con una singola ricarica ).
La richiesta di grande autonomia per quanto riguarda l'auto elettrica risulta fondamentale anche se, al lato pratico, solo l'1% degli automobilisti percorre giornalmente più di 320 chilometri.

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