Martedi, 12 Novembre 2019

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Auto Più Inquinanti in Calo Grazie Agli Incentivi Rottamazione, ma Restano Ancora le Più Diffuse


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Recentemente abbiamo visto che tra le venti regioni più trafficate d'Europa ben cinque sono italiane, con gli effetti che tutti conosciamo sulla qualità dell'aria delle nostre città (tra le più inquinate d'Europa) e sulla salute dei cittadini.
Nonostante si faccia ben poco per risolvere questa situazione, va detto che l'introduzione di incentivi statali per l'acquisto di veicoli nuovi meno inquinanti ha avuto qualche effetto positivo sull'ambiente. A riferirlo è l'Istat, nell'ultima indagine sui trasporti urbani (riferita ai dati 2009).
Secondo quanto riporta l'Istituto di Statistica gli incentivi alla rottamazione hanno contribuito anche a far diminuire dello 0,6% il tasso di motorizzazione complessivo (numero di automobili per mille abitanti) che è arrivato ad un valore di 611,2. In generale sono aumentate del 16,3% le autovetture meno inquinanti, euro 4 ed euro  La quota di autovetture euro 4 e euro 5 ha raggiunto nel 2009, raggiunge il 38,6%, in aumento di 5,6 punti percentuali rispetto all’anno precedente e si avvicina molto, pur senza superarla, alla percentuale (39,8%) di veicoli più vecchi ed inquinanti (euro 0, euro 1 ed euro 2).
Dal 2005 al 2009 la quota di vetture più inquinanti (euro 0, euro 1 ed euro 2) è calata dal 62,2% al 39,8%, mentre quella di vetture “più ecologiche” è salita dall'8,7% al 38,6%. In leggero calo la quota di auto euro 3, scesa dal 29,1% al 21,7%.
La quota di vetture con cilindrata superiore a 2.000 cc è risultata pari nel 2009 al 7,7%, in aumento di un decimo di punto percentuale rispetto all'anno precedente. Nei comuni capoluogo di provincia predominano, comunque, le autovetture con cilindrata inferiore a 1.400 cc, con una quota media del 56,9%. Purtroppo, rileva l'Istat, resta elevata (46,2%) ed in aumento (+1,1%) la quota di autovetture con un’età non inferiore a otto anni. Nel 2000 questa percentuale era più bassa di quella attuale e pari al 50%, tuttavia nel 2004 risultava pari a quasi il 60%, per cui si registra un trend discendente negli ultimi cinque anni.


DOMANDA E OFFERTA DI TRASPORTO PUBBLICO
Un ulteriore dato positivo riguarda l'offerta di trasporto pubblico (identificata dal parametro posti-km) che risulta in leggero aumento sul 2008 (+0,6%), così come la densità delle reti percorse dagli autobus (+2%). Risulta invece in calo la disponibilità di autobus a seguito della rottamazione di quelli più vecchi -0,9% sul 2008). 



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Ma se l'offerta cresce lo stesso non si può dire della domanda di trasporto pubblico che risulta in calo dello 0,7% rispetto al 2008 e pari a 228,7 passeggeri per abitante. In generale, sottolinea l'Istat, i comuni di maggiori dimensioni demografiche fanno registrare i valori più alti dell’indicatore in quanto sono più grandi le distanze da percorrere e più elevati i flussi di attrazione per attività quali il commercio, il lavoro, lo studio e il turismo. I risultati pubblicati sono solamente quantitativi e non indagano sui motivi di questo calo della domanda, nonostante un aumento dell'offerta del trasporto pubblico. Forse la risposta più semplice a questo quesito consiste nel fatto che la qualità del trasporto pubblico latita, soprattutto per alcune tipologie di mezzi. Ricordiamo in proposito l'indagine di Altroconsumo: “Siamo uomini o pendolari?” secondo cui nessuna città italiana raggiunge la sufficienza nel trasporto pubblico.

[Via:IstatIstat ]

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