In questi ultimi anni della crisi, il mondo dell'auto ha sofferto e continua a soffrire parecchio soprattutto nel mercato Europeo che, tranne qualche eccezione nei Paesi dell'Est, appare decisamente saturo. In uno scenario di questo tipo, il nostro Paese è uno dei mercati messi peggio per una combinazione di fattori, tra i quali possiamo citare la contrazione del reddito delle famiglie, l'assenza di incentivi per l'acquisto di nuovi modelli, la forte tassazione che pesa sul mondo dell'auto (Iva, Bollo, contributo ambientale per lo smaltimento dei PFU, Ipt) e la presenza di un parco auto circolante tra i più grandi del mondo (in rapporto alla popolazione). Senza dimenticare i costi di mantenimento e utilizzo dell'automobile, da quelli per la benzina (con le accise cresciute nel 2011, del 24,9% sulla benzina e del 40% sul gasolio),
ai pedaggi autostradali (cresciuti con il nuovo anno in media del 3,1%), all'Rc auto che continua ad aumentare, nonostante le tariffe siano da tempo il doppio di quelle europee.
In proposito il Centro Studi Auto Aziendali ha effettuato un'interessante indagine, riportata da Repubblica, in cui è stato confrontato il costo di acquisto e di utilizzo di un'auto di medio piccola cilindrata a benzina (sotto i 1500 cc) oggi, con quello del 1991. Il prezzo dell'auto su strada in questi 20 anni è praticamente raddoppiato, crescendo del 98,9%, contro un livello medio dell'inflazione del 70,5%. Un dato che secondo il Centro Studi può starci considerando l'enorme evoluzione qualitativa dell'auto in termini di efficienza, qualità, sicurezza ed equipaggiamenti di serie avvenuta dal 1991 ad oggi. Stesso discorso si può fare sul costo dei pneumatici, migliorati sensibilmente dal punto di vista della durata, dei consumi di carburante e soprattutto della sicurezza, sebbene l'incremento registrato sia stato sensibile e pari al 157,1% contro il 70,5% dell'inflazione.
Le anomalie nella dinamica dei prezzi sono altre, a partire dal bollo, cresciuto del 216,1%, per arrivare ai prezzi medi delle assicurazioni Rc auto che sono aumentati negli ultimi 20 anni del 487,4%. L'unica nota positiva riguarda la spesa per manutenzione e riparazioni auto che secondo il Centro Studi Auto Aziendali è addirittura diminuita del 3,8% rispetto a quella di 20 anni fa, per il fatto che le auto sono più affidabili.
LA SITUAZIONE NEL MERCATO NAZIONALE DELLE AUTO
Non stupisce allora che il Censis dichiari che un italiano su cinque non può più permettersi di possedere un'automobile, né i dati sulle nuove immatricolazioni del 2011, che risultano in calo del 10,9% sui dati 2010 e pari a 1,748 milioni di unità, un volume di mercato alienato, secondo l'Anfia ai livelli del 1996. In questo scenario il gruppo Fiat Chrysler ha registrato una flessione delle immatricolazioni del 13,5% sul 2010, vedendo scendere la propria quota di mercato al 29,5%, in calo di un punto percentuale rispetto all'anno precedente. É andata male anche a, Peugeot-Citroen, Ford, Renault che hanno registrato un calo di immatricolazioni pari rispettivamente al 24%, al 20% e al 15%. Bene ha fatto invece il gruppo Volkswagen che ha aumentato le immatricolazioni dell'1,26%. L'unica consolazione per Fiat è il fatto che sta facendo molto bene in un mercato emergente come quello brasiliano, risultando per il decimo anno consecutivo leader del mercato per quanto riguarda le vetture vendute (quota mercato 22%), sebbene Vokswagen si stia avvicinando.
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