Secondo quanto riporta Legambiente in Italia ogni anno vengono mediamente consumati oltre 500 km quadrati di suolo, con effetti spesso negativi, connessi al fenomeno dell'abusivismo edilizio, per quanto riguarda il rischio di dissesto idrogeologico. Sul tema del consumo di suolo si è espresso anche il Presidente Istat, Enrico Giovannini, in un'audizione alla commissione “Territorio, Ambiente e Beni ambientali"del Senato della Repubblica.
Secondo Giovannini gli elementi più evidenti del consumo di suolo sono l'espansione delle aree urbane e l'impermeabilizzazione delle superfici naturali, connessa però solo in parte all'urbanizzazione. Questi due fenomeni sono cresciuti negli ultimi decenni in maniera decisamente più rapida rispetto alla crescita della popolazione, sia in Italia che nel resto d'Europa. Le problematiche connesse ad un consumo eccessivo di suolo, come nel nostro Paese sono tutto fuorché positive.
Infatti alla perdita irreversibile di suolo fertile si aggiunge una frammentazione del territorio, la riduzione della biodiversità, alterazioni del ciclo idrogeologico e modificazioni microclimatiche. Aspetti che negli ultimi anni hanno portato anche a gravi conseguenze in seguito al sopravvenire di eventi meteorologici estremi (la cui presenza per altri motivi è in costante aumento). Una situazione che impone la necessità di una strategia di gestione del territorio che fino ad ora è stata solamente frammentaria e modesta. Un tema sui convergono anche le opinioni della protezione civile e di Legambiente, secondo cui nel nostro Paese si investe nel sistema dei soccorsi ma non nella prevenzione dei rischi.
Secondo quanto riferisce l'Istat sulla base dei dati dell'indagine LUCAS, l'Italia presenta livelli di consumo di suolo compatibili con le sue caratteristiche demografiche ed economiche, sebbene sia presenti alcune specificità negative in relazione al consumo di suolo per fini residenziali e produttivi. In generale la quota di territorio con copertura artificiale in Italia è pari al 7,3% del totale contro il 4,3% della media Ue23, il che rende il nostro Paese quarto tra gli stati membri in questa classifica dietro Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo. Va detto che però anche la densità demografica del nostro Paese, a cui è connessa l'incidenza della copertura artificiale, è superiore alle media UE (204 abitanti per km quadrato contro 120).
CATEGORIE PIÙ RILEVANTI
Le categorie più rilevanti in termini di consumo di suolo sono le destinazioni a “residenziale e servizi” e ad “elevato impatto ambientale”. Quest'ultimo gruppo comprende l'insieme degli usi a carattere industriale, più la logistica e le infrastrutture di trasporto. Il nostro Paese destina all'insieme degli usi ad elevato impatto ambientale il 4,6% del territorio, un valore superiore di 1,2 punti percentuali alla media europea.
Per quanto riguarda, invece l'uso residenziale e di servizio, si registra una percentuale di consumo di suolo pari al 7,6% del totale, un valore questa volta inferiore alla media Ue, sebbene solo di 3 decimi di punto percentuale.
La conclusione dell'Istat è che il nostro Paese risulta “relativamente poco parsimonioso nella destinazione della risorsa scarsa rappresentata dal territorio”.
RISORSE:
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CREDIT
pmorgan
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