Giovedi, 17 Maggio 2012

Energia

ANTICRISI: ARRIVA IL BONUS ENERGIA PER LE FAMIGLIE

bonuselettrico.gifTorniamo a parlare di Energia su Blogrisparmio, per presentare nel dettaglio : “il bonus elettrico”, ovvero la manovra di sostegno delle famiglie predisposta dal Ministero dello Sviluppo Economico. Il Bonus riguarda famiglie a basso reddito, famiglie numerose e ammalati che utilizzano apparecchiature elettromedicali e consiste nella possibilità di ottenere uno sconto sulle bollette compreso tra i 60 e 150 euro l'anno e retroattivo da gennaio 2008. Questo Bonus elettrico si inserisce in una serie di manovre anticrisi a sostegno dei consumatori e in particolare delle famiglie, predisposto dal Ministero dello Sviluppo Economico, in collaborazione con l'Autorità per l'Energia e il Gas, che vedrà entro l'estate il varo anche di un bonus gas, con modalità alquanto simili. Hanno diritto al bonus tutti i consumatori intestatari di una fornitura elettrica relativa alla propria abitazione di residenza, che fanno parte di un nucleo familiare con indicatore ISEE (indicatore di situazione economica equivalente) non superiore a 7500 euro e potenza impegnata fino a 3kW, se il numero di familiari con la stessa residenza è inferiore a 4, fino a 4,5 kW se il numero di familiari è superiore a 4. Hanno altresì diritto al bonus i consumatori, presso i quali vive un ammalato grave che ha necessità di usare macchine elettromedicali per il mantenimento in vita. Da ultimo sono beneficiari del bonus, le famiglie numerose con 4 o più figli a carico e ISEE non superiore a 20000 euro, soli in riferimento alla casa di residenza con potenza impegnata fino a 4,5 kW. Distinguendo le due situazioni in situazioni di disagio economico, relative alle famiglie con basso reddito e in situazioni di disagio fisico, relative ad ammalati gravi che utilizzano apparecchi elettromedicali, vengono riconosciute le seguenti somme bonus.

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ITALIA UN NUCLEARE CHE NON CONVINCE E FA DISCUTERE

energia nucleareE' di qualche giorno l'accordo tra il presidente del consiglio italiano Silvio Berlusconi e il suo omologo francese Nicolas Sarkozy, attraverso il quale l'Italia ritornerà a percorrere la via dell'energia Nucleare. In senso stretto l'accordo prevederà la costruzione di quattro centrali nucleari di terza generazione, con tecnologia francese Epr, da 1.660 megawatt l'una, la prima delle quali in funzione dal 2020. L'obiettivo di questo accordo è quello di ridisegnare le vie di approvvigionamento energetico del nostro paese, riuscendo a coprire (almeno teoricamente) entro il 2030 il 25% dei nostri consumi elettrici. L'accordo ha suscitato svariate polemiche in tutti i livelli della comunicazione e della politica,soprattutto in merito alla scelta dei siti dove costruire le centrale atomiche. Nessun amministratore locale le vuole, anzi c'è persino chi , come Cappellacci, neo governatore della Sardegna e delfino di Berlusconi, annuncia che dovranno passare sul suo corpo per costruire le centrali in sardegna. Va poi capito quale sia la volontà degli italiani in merito alla questione, visto che un referendum popolare del 1987 bocciò il nucleare in Italia, mentre, più recentemente, la campagna elettorale di Berlusconi alle ultime elezioni, incentrata anche sulle necessità del ritorno all'atomo, ha riscosso largo consenso. In realtà i dubbi circa l'utilità di questo ritorno al nucleare sono molteplici, a partire proprio dall'analisi di costo dell'operazione di costruzione delle centrali, passando per costi di recupero del gap tecnologico e conoscitivo necessario, fino all'annoso problema dello stoccaggio delle scorie.

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GAS: DALLA CRISI ENERGETICA ALLE POSSIBILI SOLUZIONI

gasrusso.gifIl braccio di ferro tra Russia, Ucraina e Unione Europea sulla fornitura di gas che pareva essersi risolto ieri, ha fatto segnalare una nuova critica puntata nella giornata odierna. L'accordo sottoscritto ieri, infatti, che doveva portare allo sblocco delle forniture del gas russo verso l'Ucraina pare aver tralasciato alcuni aspetti tecnici della questione, ovvero su quale dei due paesi dovesse garantire la funzionalità della rete di fornitura verso l'Europa. La situazione appare di nuovo critica e si presta a diverse valutazioni, soprattutto in riferimento al presente e futuro del sistema energetico del nostro paese. In primo luogo appare chiaro come la politica energetica italiana sia sia dimostrata assolutamente poco lungimirante, soprattutto in relazione al fatto che siamo un paese scarsamente dotato di risorse energetiche proprie. Se a questa situazione strutturale si associa il fato che le politiche strategiche di approvvigionamento, si sono dimostrate più che strategiche volte solamente al mantenimento di adeguati livelli di utili, si capisce come qualsiasi sussulto dei paesi fornitori porta con sé il timore di rimanere a secco, o di dover negoziare nuovi accordi con altri fornitori, in posizione critica. Questo a mio parere, ci porta ad una condizione strutturale di debolezza contrattuale soprattutto in momenti di crisi, o comunque di instabilità politica ed economica globale, come quello che stiamo attraversando. Condizione che viene solamente in parte attenuata dall'importanza politica di uno Stato come l' Italia nel panorama europeo e dall'indiscutibile “peso” economico delle nostre aziende energetiche nello scenario mondiale.

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LA LIBERALIZZAZIONE DEL GAS CHE NON C'E'

LIberalizzazione GasLa liberalizzazione del mercato del gas è stata avviata con la direttiva comunitaria 98/30 (sostituita poi con la 2003/55). La stessa è stata attuata in Italia con la legge 164/2000, il cosiddetto "Decreto Letta", con lo scopo, ovviamente, di aumentare la libera concorrenza nel mercato del gas. Ma i risultati purtroppo, non sono quelli sperati: il monopolio dell'Eni è terminato (almeno sulla carta..) ma in pratica il cammino verso la completa liberalizzazione è ancora lungo da percorrere. Nel maggio del 2000, quando è stata recepita la direttiva, si è scelto di liberalizzare il mercato scomponendo le varie fasi della filiera (unbuilding) e imponendo la separazione societaria o contabile delle varie imprese che erano presenti in più livelli della filiera,.Dando una breve lettura al DecretoDecreto sembrerebbe che chiunque trasporti gas naturale in Italia può poi rivenderlo a prezzo regolamentato..ma così non è, perché l'art 24 comma 2° stabilisce che le" imprese di gas naturale possono rifiutare l'accesso al sistema del gas alle altre imprese o ai clienti idonei che ne facciano richiesta solo nel caso in cui esse non dispongano della capacità necessaria, nel caso in cui l'accesso al sistema impedirebbe loro di svolgere gli obblighi di servizio pubblico cui sono soggette.." Questo comma, sebbene giustificabile dal punto di vista del funzionamento della rete, pone una serie di limiti ai nuovi entranti, anche piuttosto pesanti, in quanto possono vedersi bloccare il proprio piano di sviluppo industriale con decisione dell'autorità dell'energia.

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AL VIA LA LIBERALIZZAZIONE DELL'ENERGIA! EMH...

ImageChe succede il primo luglio? Umh vediamo ...qualcuno parte sicuro per le vacanze, poi fammi pensare..c'è forse qualche partita? Si giusto, Il trofeo birra moretti? No...umh...allora non mi viene in mente nulla. Beh come biasimarvi, è stata fatta una così grande opera di promozione che, forse, nemmeno quelli  che lavorano nel settore sanno che, dal 1 luglio, entrerà in vigore la liberalizzazione del settore energetico anche per le utenze domestiche. Già è proprio così', come già accaduto per le attività commerciali (imprese) anche le famiglie potranno scegliere da quale società acquistare energia elettrica. L'auspicio è ovviamente quello di creare più concorrenza, sottraendo di fatto il monopolio all'Eni, con l'intento (almeno in linea teorica)  di proporre tariffe più competitive ai consumatori. Ma come fare?

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