Venerdi, 25 Luglio 2014

Energia

Impianti Elettrici: In Italia Oltre 8 Milioni Di Abitazioni Non A Norma, Occorrono Incentivi

impianti elettrici, censisIn Italia avvengono ogni anni quasi 4 milioni di incidenti domestici, il 6% dei quali, pari a 241 mila casi, è originato da cause elettriche . Di questi ultimi il 17% (42 mila incidenti) causa infortuni per le persone, di cui il 2,7% (6500 casi) di una certa gravità, mentre il 40% (oltre 93 mila) provoca danni ad apparecchi elettrici e il 17% (41 mila) anche all'abitazione. Sono questi alcuni dei numeri che escono dal “Libro bianco sulla sicurezza elettrica domestica” realizzato dal Censis per la Fondazione Opificium e per il Consiglio Nazionale dei Periti Industriali e dei Periti Industriali Laureati, in cui viene analizzata la sicurezza degli impianti elettrici delle case degli italiani.

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Energia: Alle Imprese Sempre Meno Convenienti I Prezzi Notturni

 

energia elettrica, prezzo, impreseDa poco più di un anno è attiva la tariffa bioraria, che differenzia il prezzo dell'energia per i consumatori in base a delle fasce orarie. Per cui l'energia elettrica costa di più nella fascia che va dalle 8 alle 19, quando la domanda è maggiore e di conseguenza lo è anche il costo, mentre è meno cara la sera, la notte e nei festivi.Allacciare il prezzo dell'energia al costo di produzione e alla domanda è stata un'ottima idea per cercare di indurre nelle famiglie una maggiore attenzione verso il concetto di risparmio energetico.
Ma per chi lavora a ciclo continuo, come le imprese esiste la stessa convenienza in termini di prezzo?

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Le Tariffe di Energia Elettrica e Gas Pagate da Famiglie e Imprese in Italia ed in Europa

graph2402.gifNei giorni scorsi abbiamo visto come i vantaggi per i consumatori in termini di risparmi, connessi alla liberalizzazione dei mercati dell'energia elettrica e del gas, siano rimasti piuttosto contenuti e ciò rappresenta uno dei motivi dello scarso interesse degli utenti verso le offerte commerciali presenti sul mercato. Una seconda motivazione di carattere più generale riguarda il fatto che, anche scegliendo la tariffa più adatta,  in Italia si continuano a pagare bollette più salate che nel resto dell'Unione Europea É questo il dato che emerge dalla Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull'attività svolta dell'Autorità per l'Energia elettrica ed il Gas, presentata al Parlamento dal neo presidente Guido Bortoni.
Sul fronte delle tariffe, per quanto riguarda l'energia elettrica, però, non tutte le famiglie pagano prezzi più alti rispetto alla media dell'Unione Europea. Infatti, recita la relazione, sei famiglie su dieci con consumi di energia bassi, inferiori 2.500 kWh/anno, pagano l'energia elettrica un prezzo inferiore della media del 12% al lordo delle imposte. Le rimanenti quattro, quelle con consumi inferiori ai mille kWh/anno, pagano un prezzo superiore alla media del 4% al lordo delle imposte, e dell'8% al netto.
Per consumi superiori, invece le famiglie italiane pagano un prezzo superiore del 12,3% al lordo delle imposte e del 9% al netto, rispetto alla media europea. Più si sale con i consumi annui, più il divario con la media europea si amplia, arrivando al +73% al lordo e 84% al netto, per consumi superiori ai 15 mila kWh/anno. In generale, però, rileva la relazione, il divario rispetto al passato si sta attenuando, complice anche il fatto che nell'ultimo anno in Italia si è registrata una diminuzione dei prezzi dell'energia elettrica per usi domestici in Italia del 4%, contro un incremento medio per i prezzi europei che di circa il 5%.
Sorte peggiore tocca alle imprese italiane, che pagano tariffe per l'energia elettrica superiori alla media europea, per tutte le classi di consumo. Con riferimento alla classe di consumo 500-2.000 MWh/anno, cioè una delle più rappresentative per il mercato italiano, i prezzi medi italiani risultano superiori del 26% al lordo delle imposte e del 18% al netto, a quelli medi europei. In questo caso, però, il gap con l'Europa tende a rimanere tale rispetto all'anno precedente, visto che il prezzo medio lordo per la classe di consumo 500-2.000 MWh/anno ha subito una variazione percentuale positiva dell'1,4%, in linea con la media europea.
Per quanto riguarda il Gas, nel 2010 il prezzo italiano al netto delle imposte, pagato dai consumatori domestici, è stato in linea con la media europea per tutte le classi di consumo, con scostamenti positivi o negativi nell'ordine del 5%. Al lordo delle imposte invece il prezzo del gas per le famiglie è stato superiore rispetto alla media europea per tutte le classi di consumo, con scostamenti positivi crescenti. 

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Energia Elettrica e Gas: Mercati Liberalizzati Che Non Conquistano i Consumatori

metano2906.gifA distanza di 4 dalla completa liberalizzazione del mercato elettrico e ad 8 da quella del gas, la metà degli italiani non è a conoscenza delle offerte sul gas, mentre è di poco superiore la quota di chi è informato a sulle offerte elettriche. È questo il bilancio tracciato nella quarta indagine dell'osservatorio RIE sul "Comportamento dei consumatori domestici nel mercato liberalizzato dell'elettricità e del gas in Italia”. Stando a quanto riporta l'indagine più del 95% degli intervistati non conosce, neanche a grandi linee, il proprio consumo annuale di energia e gas e, fatto ancora più significativo, non ha interesse ad approfondire le offerte autonomamente. Circa 7 italiani su 10 si fidano del venditore o del messaggio pubblicitario ricevuto. Inoltre il 95% dei consumatori italiani ignora l'esistenza di un prezzo del gas stabilito dall'Autorità per l'Energia, percentuale che scende al 61% per quanto riguarda l'elettricità. Decisamente scarso è poi il numero di italiani a conoscenza degli strumenti informativi e comparativi messi a disposizione quali "Sportello del Consumatore" o il "Trova Offerte " e "Atlante dei Consumatori". L'indagine parla di quote che variano tra il 2 e l'8% della popolazione, valori decisamente troppo bassi che vanificano anche le limitate opportunità di risparmio indipendenti messe a disposizione dei consumatori. Una situazione su cui dovrebbe agire l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, magari con la predisposizione di campagne informative più incisive. Un dato quantomai più vero se, come specifica l'indagine, ancora un consumatore su cinque, per l'elettricità e poco meno di uno su tre, per il gas, non sono a conoscenza della possibilità di scegliersi liberamente il fornitore.
Dal lato dell'offerta, invece l'informativa non manca, anche se per forza di cose risulta parziale e finalizzata alla vendita commerciale. Secondo quanto riporta l'indagine rispetto al 2007, i vantaggi per i consumatori in termini di risparmio sono rimasti stabili e nell'ordine di 15-30 euro sia per l'elettricità che per il gas, pari a sconti di circa il 3-6% per l'elettricità e del 2-2,5% per il gas). Cifre che non cambiano di certo la vita e che con tutta probabilità non spingono certo i consumatori ad informarsi meglio sulle offerte disponibili sul libero mercato.

 

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I Prezzi di Energia e Gas Pagati Dalle Famiglie Dell'Unione Europea

biorariasupermoney.gifNell'Unione Europea i prezzi dell'energia elettrica domestica sono aumentati del 5,1% tra la seconda metà del 2009 e la seconda metà del 2010, mentre, nello stesso periodo, quelli del gas hanno subito un rialzo del 7,7%. Questi rincari fanno seguito ad un calo 2,3% per quanto riguarda l'energia e del 15,5% per il gas, registrati tra il secondo semestre del 2008 e il corrispondente del 2009. Questi dati di sintesi emergono da un rapporto pubblicato oggi dall'EurostatEurostat, dal quale si evince che i maggiori rincari dei prezzi domestici di energia elettrica pagati dalla famiglie, si sono registrati, tra la seconda metà del 2009 e la seconda metà del 2010, in Lituania (+31,3%), Cipro (+23,1%), Grecia (+17,3%) e Malta (+12,4%). Dall'altra parte le diminuzioni maggiori hanno interessato i Paesi Bassi (-7,9%), il Lussemburgo (-7,2%), l'Italia (-3,9%)  e la Repubblica Ceca (-3,6%).
Nella seconda metà dello scorso anno i prezzi medi dell'energia elettrica domestica più bassi si sono registrati in Bulgaria con 8,3 euro per 100 kWh). Segue l'Estonia con (10 euro per 100 kWh), la Lettonia e la Romania (entrambe con 10,5 euro per 100 kWh). Viceversa i prezzi più alti sono stati sostenuti dalle famiglie Danesi (27,1 euro per 100 kWh), seguite da quelle tedesche 824,4 euro), da quelle cipriote (20,2 euro) e da quelle del Belgio (19,7 euro). Nell'Unione Europea a 27 il prezzo medio dell'energia elettrica domestica si è attestato nel secondo semestre 2010 a 17,1 euro per 100 kWh. In Italia le stime provvisorie fornite dall'Eurostat riferiscono di un prezzo di 19.19 euro per 100 kWh di energia per uso domestico.

Se si passa dall'analisi dei costi in euro a quella a parità di potere d'acquisto, si nota che i prezzi più bassi di energia elettrica domestica si sono registrati in Francia (11,3 PPS per 100 kWh), seguita da Finlandia (11,5 PPS) e Grecia (12,8 PPS), mentre quelli più alti in Ungheria (25,7 PPS per 100 kWh), Slovacchia (24,7 PPS) e Germania (23,2 PPS). In questo caso il prezzo medio dell'energia elettrica domestica dell'Italia si è attestato a 18,84 PPS per 100 kWh.
L'analisi del mercato del gas domestico mette in luce che i maggiori rincari, tra la seconda metà del 2009 e la seconda metà del 2010, sono stati pagati proprio dalle famiglie italiane, con un impressionante aumento dei prezzi pari al 47,3%. Di seguito troviamo la Slovenia con un aumento del 24,9% e la Bulgaria con un aumento del 23,9%.
  
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