Da poco più di un anno è attiva la tariffa bioraria, che differenzia il prezzo dell'energia per i consumatori in base a delle fasce orarie. Per cui l'energia elettrica costa di più nella fascia che va dalle 8 alle 19, quando la domanda è maggiore e di conseguenza lo è anche il costo, mentre è meno cara la sera, la notte e nei festivi.Allacciare il prezzo dell'energia al costo di produzione e alla domanda è stata un'ottima idea per cercare di indurre nelle famiglie una maggiore attenzione verso il concetto di risparmio energetico.
Ma per chi lavora a ciclo continuo, come le imprese esiste la stessa convenienza in termini di prezzo?
Di norma la risposta è si, ma qualcosa sta cambiando negli ultimi tempi, in termini di convenienza. La Camera di Commercio di Milano, con il supporto scientifico di ref, ha scoperto, infatti,, che rispetto ad un anno fa i prezzi dell'energia elettrica nella fascia oraria che va dalle 23 alle 6 del mattino (teoricamente la più conveniente) hanno subito un aumento del 10% su base annua. Ciò è dovuto, soprattutto agli aumenti del prezzo del petrolio, cresciuto di oltre il 30% nei primi sei mesi dell'anno, che di fatto, hanno reso meno conveniente rispetto al passato l'energia elettrica nelle fasce notturne (di notte infatti gli impianti rinnovabili sono di norma spenti).
Ma come spiegare tutto ciò?
Secondo il procuratore del consorzio Energia di Confindustria Pesaro Urbino, Andrea Baroni, ciò è in parte dovuto all'Effetto crisi che ha fatto ridurre la produzione notturna (offerta) e quindi aumentato i prezzi medi per garantire una marginalità minima per la redditività degli impianti a ciclo continuo. Inoltre il boom delle energie rinnovabili ha fatto si che ci fosse una maggiore offerta nelle ore diurne (quando gli impianti rinnovabili sono in funzione) con conseguente diminuzione dei prezzi nella fascia oraria 8-18.
Fatto sta che il gap di prezzo tra energia nelle ore notturne e quella nelle ore diurne si è praticamente dimezzato.
Il tutto ha risvolti anche sul mercato libero, visto che le ultime rilevazioni dei prezzi confermerebbero che le condizioni economiche applicate sul mercato libero sono mediamente meno convenienti di quelle stabilite dall'Autorità Per l'Energia per il servizio di maggior tutela. Ecco che allora, secondo ref, le Pmi tendono ad abbandonare il mercato libero per quello tutelato. Nel primo semestre dell'anno, infatti, poco più di un quarto delle imprese che hanno cambiato fornitore (il 27%) lo hanno fatto per abbandonare il mercato libero verso quello di maggio tutela. Un tasso quattro volte superiore a quello registrato nel 2007.
RISORSE:
- Le Tariffe di Energia Elettrica e Gas Pagate da Famiglie e Imprese in Italia ed in Europa
- Energia Elettrica e Gas: Mercati Liberalizzati Che Non Conquistano i Consumatori
- I Prezzi di Energia e Gas Pagati Dalle Famiglie Dell'Unione Europeari
- Ancora Rincari per Luce (+3,9%) e Gas (+2%), Bollette Più Salate di 37,5 Euro l'Anno
- L'Energia nucleare costerà di più di quella prodotta da centrali a gas (16%) e a carbone (+21%)
- Energia: con il bonus elettrico e gas possibili riduzioni sulle bollette tra gli 82 e i 360 euro
- Bollette meno care ambiente più pulito, guida della Cigl alle rinnovabili e al risparmio energetico
- Pannelli Fotovoltaici: Ricoprendo i Tetti d'Italia si Soddisferebbe il 45% Del Consumo di Energia
- Italia sempre più paese del sole: raggiunto il secondo posto per potenza fotovoltaica installata
- Nel 2011 il fotovoltaico costerà alle famiglie italiane 1,70 euro al mese
CREDIT
DCCXLIX
by flickr
| < Prec. | Succ. > |
|---|




