Sabato, 7 Dicembre 2019

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LA LIBERALIZZAZIONE DEL GAS CHE NON C'E'


LIberalizzazione GasLa liberalizzazione del mercato del gas è stata avviata con la direttiva comunitaria 98/30 (sostituita poi con la 2003/55). La stessa è stata attuata in Italia con la legge 164/2000, il cosiddetto "Decreto Letta", con lo scopo, ovviamente, di aumentare la libera concorrenza nel mercato del gas. Ma i risultati purtroppo, non sono quelli sperati: il monopolio dell'Eni è terminato (almeno sulla carta..) ma in pratica il cammino verso la completa liberalizzazione è ancora lungo da percorrere. Nel maggio del 2000, quando è stata recepita la direttiva, si è scelto di liberalizzare il mercato scomponendo le varie fasi della filiera (unbuilding) e imponendo la separazione societaria o contabile delle varie imprese che erano presenti in più livelli della filiera,.Dando una breve lettura al DecretoDecreto sembrerebbe che chiunque trasporti gas naturale in Italia può poi rivenderlo a prezzo regolamentato..ma così non è, perché l'art 24 comma 2° stabilisce che le" imprese di gas naturale possono rifiutare l'accesso al sistema del gas alle altre imprese o ai clienti idonei che ne facciano richiesta solo nel caso in cui esse non dispongano della capacità necessaria, nel caso in cui l'accesso al sistema impedirebbe loro di svolgere gli obblighi di servizio pubblico cui sono soggette.." Questo comma, sebbene giustificabile dal punto di vista del funzionamento della rete, pone una serie di limiti ai nuovi entranti, anche piuttosto pesanti, in quanto possono vedersi bloccare il proprio piano di sviluppo industriale con decisione dell'autorità dell'energia.

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Di fatto il mercato non ha subito grosse aperture, sebbene siano stati introdotti diversi provvedimenti in ottica di liberalizzazione del mercato dall'Authority per l'energia e l'Unione Europea abbia emanato una seconda Direttiva comunitaria (appunto nel 2003) introducendo nuove regole finalizzate alla non discriminatorietà e trasparenza nella gestione Paolo Scaroni, Amministratore delegato Eni spa  del gas naturale. Alla fin fine quindi il problema si sostanzia in una profonda difficoltà di accesso al sistema, con la mancanza di vie del gas per i nuovi attori del mercato, che sono quindi quasi "obbligati" ad accettare le condizioni economiche di Eni per l'accaparramento di grosse quantità di gas. E' la stessa Commissione Attività Produttive della Camera (nel febbraio 2006)febbraio 2006) a dircelo: "la liberalizzazione incompleta del mercato del gas è causata dal deficit strutturale dell'offerta e della capacità di stoccaggio, deficit che avrebbe potuto essere risanato con l'adozione di adeguati atti di indirizzo nei confronti dell'operatore dominante mediante l'esercizio da parte del Ministero dell'Economia dei poteri dell'azionista". Da queste poche righe potete capire quanto sia difficile trovare il bandolo della matassa in questo complicato settore. Lasciando da parte i problemi strutturali o legislativi, è da sottolineare come a livello informativo, non sia stata data sufficiente attenzione né al fatto (liberalizzazione settore) né alle difficoltà di applicazione del decreto al settore. La situazione strutturale del mercato del gas, può essere equiparata al mercato dell'energia elettrica, in quanto l'iter aziendale del principale competitor è comune. Si parte da una situazione di monopolio di stato, si passa alla privatizzazione con partecipazione statale e poi si cerca di aprire il mercato a nuovi competitors. C'è da dire che, per ciò che riguarda il settore dell'energia elettrica la situazione, sia dal punto di vista del settore che da quello informativo è migliore.  La liberalizzazione in questo campo, seppur con tutte le riserve del caso è più tangibile Piattaforma Metaniferase non altro perché è stata quantomeno abbozzata una campagna, se non proprio informativa, almeno di supporto.  Deve essere questa la ragione per cui, con molto ritardo ma, ripiegando sul vecchio adagio "meglio tardi che mai",  dal 1' Ottobre l'Autorità per l'energia elettrica e il gasl'Autorità per l'energia elettrica e il gas ha istituito un numero verde, 800.166.654, gestito dal call center dell'Acquirente Unico e attivo dal lunedì al venerdi dalle 10 alle 18, che si prefigge, appunto, il compito di informare  i cittadini in merito alle pratiche e agli strumenti necessari per effettuare una scelta libera nel mercato del gas. E' stato anche predisposto un indirizzo email, a cui rivolgersi  nei giorni festivi info@au-energia.it, che con la sezione Faq del sito internet dell'Authority va a completare la gamma di fonti informative disponibili per il cittadino. Non sarà un grosso passo avanti, ma è un gesto che andava fatto, sperando che serva, almeno in parte, a segmentare un po' la domanda, costringendo i produttori ad adeguare l'offerta. Vien da sé che la complessità stessa del settore, soprattutto con delle barriere all'entrata di questo tipo, non permetterà grandi sconvolgimenti, tuttavia una modificazione della domanda potrebbe dare nuova linfa alla liberalizzazione.


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