Venerdi, 22 Novembre 2019

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Le Tariffe di Energia Elettrica e Gas Pagate da Famiglie e Imprese in Italia ed in Europa


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Nei giorni scorsi abbiamo visto come i vantaggi per i consumatori in termini di risparmi, connessi alla liberalizzazione dei mercati dell'energia elettrica e del gas, siano rimasti piuttosto contenuti e ciò rappresenta uno dei motivi dello scarso interesse degli utenti verso le offerte commerciali presenti sul mercato. Una seconda motivazione di carattere più generale riguarda il fatto che, anche scegliendo la tariffa più adatta,  in Italia si continuano a pagare bollette più salate che nel resto dell'Unione Europea É questo il dato che emerge dalla Relazione annuale sullo stato dei servizi e sull'attività svolta dell'Autorità per l'Energia elettrica ed il Gas, presentata al Parlamento dal neo presidente Guido Bortoni.
Sul fronte delle tariffe, per quanto riguarda l'energia elettrica, però, non tutte le famiglie pagano prezzi più alti rispetto alla media dell'Unione Europea. Infatti, recita la relazione, sei famiglie su dieci con consumi di energia bassi, inferiori 2.500 kWh/anno, pagano l'energia elettrica un prezzo inferiore della media del 12% al lordo delle imposte. Le rimanenti quattro, quelle con consumi inferiori ai mille kWh/anno, pagano un prezzo superiore alla media del 4% al lordo delle imposte, e dell'8% al netto.
Per consumi superiori, invece le famiglie italiane pagano un prezzo superiore del 12,3% al lordo delle imposte e del 9% al netto, rispetto alla media europea. Più si sale con i consumi annui, più il divario con la media europea si amplia, arrivando al +73% al lordo e 84% al netto, per consumi superiori ai 15 mila kWh/anno. In generale, però, rileva la relazione, il divario rispetto al passato si sta attenuando, complice anche il fatto che nell'ultimo anno in Italia si è registrata una diminuzione dei prezzi dell'energia elettrica per usi domestici in Italia del 4%, contro un incremento medio per i prezzi europei che di circa il 5%.
Sorte peggiore tocca alle imprese italiane, che pagano tariffe per l'energia elettrica superiori alla media europea, per tutte le classi di consumo. Con riferimento alla classe di consumo 500-2.000 MWh/anno, cioè una delle più rappresentative per il mercato italiano, i prezzi medi italiani risultano superiori del 26% al lordo delle imposte e del 18% al netto, a quelli medi europei. In questo caso, però, il gap con l'Europa tende a rimanere tale rispetto all'anno precedente, visto che il prezzo medio lordo per la classe di consumo 500-2.000 MWh/anno ha subito una variazione percentuale positiva dell'1,4%, in linea con la media europea.
Per quanto riguarda il Gas, nel 2010 il prezzo italiano al netto delle imposte, pagato dai consumatori domestici, è stato in linea con la media europea per tutte le classi di consumo, con scostamenti positivi o negativi nell'ordine del 5%. Al lordo delle imposte invece il prezzo del gas per le famiglie è stato superiore rispetto alla media europea per tutte le classi di consumo, con scostamenti positivi crescenti. 


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Si va dal +4,6% in più della media per consumi inferiori a 525,36 metri cubi, al +29,6% per consumi superiori a 5.253,6 metri cubi, passando per il +27,8% della classe intermedia. In questo caso i prezzi del gas per i consumatori domestici, al netto delle imposte per consumi annui compresi tra 525,36 m3 e 5.253,60 m3 sono aumentati rispetto all'anno precedente, in controtendenza con il dato medio europeo che ha registrato un calo del 4% circa.
Per  le industrie italiane, i prezzi lordi pagati per l'utilizzo del gas si sono collocati su livelli superiori alla media europea di circa il 5% per la classe di consumo più bassa (fino a 26 k(m3)/anno) e su livelli inferiori per le classe di consumo più elevate. Rispetto all'anno precedente, fa sapere l'Autorità per l'Energia Elettrica e il Gas, i prezzi finali al netto delle imposte per la classe di consumo 2,63-26,27 M(m3 )/anno sono diminuiti per le imprese di circa il 10%, rispetto a una riduzione media dell'Unione Europea di circa il 4%.

 

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