In Italia si sono compiuti enormi passi avanti per quanto riguarda il trattamento e il corretto smaltimento dei RAEE, i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche, quando nell'ordinamento italiani nel marzo del 2010 è stato introdotta il principio dell' “uno contro uno”. In sostanza i consumatori potevano lasciare al distributore/rivenditore gratuitamente il proprio elettrodomestico a fine vita in sede di acquisto di uno apparecchio dello stesso tipo. Nonostante ciò, e a causa anche di una “non ottimale” collaborazione da parte dei rivenditori l'Italia ha centrato con molto ritardo gli obiettivi previsti dall'Unione Europea per quanto riguarda la percentuale di RAEE correttamente smaltiti.
Ora le cose cambiano in quanto l'Europa ha deciso di rivedere le normative in merito ai RAEE rendendole ancora più efficienti e stringenti. Secondo quanto previsto dalla direttiva UE, pubblicata lo scorso 24 luglio sulla Gazzetta Ufficiale Comunitaria, infatti, andranno riviste le modalità di calcolo dei tassi di RAEE raccolti e le modalità di ritiro da parte dei rivenditori.
Per quanto riguarda i tassi di RAEE raccolti nei singoli Paesi, si è deciso di slegare la percentuale dal numero di chilogrammi di rifiuti pro capite prodotti e di collegarla al numero di apparecchi elettronici immessi nel mercato durante gli ultimi tre anni. Ciò significa che più un Paese immetterà prodotti elettrici ed elettronici sul mercato più alto sarà il tasso di RAEE da raccogliere. Inoltre saranno ritoccati verso l'alto anche gli obiettivi di raccolta per gli i Paesi membri che passeranno a 45 tonnellate di rifiuti elettronici da recuperare ogni 100 tonnellate di nuove apparecchiature immesse sul mercato, entro il 2016 e a 65 tonnellate dal 2019.
La normativa introdurrà anche regole più stringenti per evitare che i RAEE vengano esportati in maniera più o meno limpida verso i Paesi in via di sviluppo.
L'elemento più interessante per le famiglie è però il passaggio dal principio del ritiro “uno contro uno” alla regola dell'”uno contro zero”.In pratica i grandi esercizi commerciali, quelli con superficie maggiore di 400 metri quadrati, dovranno accettare la consegna di vecchi apparecchi elettronici anche in assenza di contemporaneo acquisto di un prodotto nuovo. La norma vale però solo per gli apparecchi elettronici di piccole dimensioni (detti anche PAED).
La direttiva comunitaria dovrà ora essere recepita dai Legislatori nazionali entro e non oltre il febbraio 2014 e rilancia il tema del recupero dei rifiuti elettrici che sono molto pericolosi per l'ambiente se non smaltiti correttamente a causa delle sostanze in essi contenuti. Sostanze quali mercurio, piombo, cadmio, cromo esavalente, difenili policlorurati (PCB), contenuti nei RAEE, sono dannosi per l'ambiente, per la salute di persone ed animali e vanno a ridurre lo strato di ozono.
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