Dopo aver visto che l'aumento degli obiettivi di riduzione delle emissioni dal 20% al 30% costerebbe solo quanto qualche tazza di caffè per persona all'anno, vogliamo oggi occuparci di un altro punto del pacchetto clima-energia 2020: la produzione di energia da fonti rinnovabili. L'Italia ha fatto finora grandissimi passi avanti sul fronte delle rinnovabili arrivando a coprire il 14% dei consumi energetici finali e il 26,6% dei consumi elettrici grazie alla produzione di energia pulita (dati Legambiente). Nonostante ciò c'è chi sostiene che non ce la faremo a raggiungere quanto previsto nel pacchetto clima è che l'Italia mancherà gli obiettivi 2020. La voce è autorevole, in quanto si tratta di un rapporto della Deutsche Bank : “Global Climate Change Policy Tracker”.
Nello specifico si legge nel rapporto, il nostro Paese sarà uno dei 6 Stati dell'Unione Europea che non centrerà gli obiettivi e sarà costretto ad importare dall'estero energia pulita per non incorrere nelle sanzioni dell'Europa. Questo nonostante sia stato quasi coperto il 12% dei consumi di energia da fonti rinnovabili (il dato è più basso di 2 punti rispetto a quello calcolato da Legambiente) e l'obiettivo finale sia del 17%.
L'Italia viene descritta nel rapporto come inadeguata dal punto di vista delle politiche di sostegno alle rinnovabili rispetto agli Obiettivi fissati. Tra le mancanze del nostro Paese viene citata la non creazione di una Green Bank per gli investimenti verdi, scelta invece seguita da Gran Bretagna e Germania.
Va detto che il rapporto
è molto critico e alcuni dei dati riportati per il nostro Paese sono inferiori a quelli registrati dai nostri organismi istituzionali (ad esempio dal GSE). In ogni caso è importante considerare anche questo punto di vista per sottolineare come i tagli decisi dal nostro Paese sia nel quarto conto energia che nel quinto conto energia potrebbero portarci a spendere ulteriore denaro o per pagare le sanzioni dell'UE o per importare energia pulita dai Paesi vicini. Il che visto le potenzialità del settore sarebbe un non senso.Possiamo solo sperare che questo scenario non si avveri e che il Governo si ravveda per quanto riguarda l'incentivazione delle energie rinnovabili, risparmiare ora per pagare dopo non avrebbemolto senso, soprattutto considerando il fatto che il settore delle rinnovabili è uno dei pochi che cresce e dà lavoro in questo tempo di crisi. Vi è poi da considerare che il progresso tecnologico potrebbe intervenire nella questione aumentando il rendimento degli impianti avvicinandoci al traguardo. Senza dimenticare che la maggior concorrenza nel settore sta facendo diminuire rapidamente il prezzo degli impianti (specie su fotovoltaico ed eolico) e rendendo meno lontana la grid parity.
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