Venerdi, 15 Novembre 2019

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Ambiente: Il 3% Del Territorio È da Bonificare e 9 Milioni di Cittadini Sono a Rischio


inquinamento, bonifica, rifiuti tossici

Oggi In Italia si sono moltissime aree da bonificare, tra cui 57 di esse, le più pericolose, sono classificate come Sin (Siti d’Interesse Nazionale). Si tratta di aree che coprono il 3% del territorio nazionale, o più concretamente 1800 chilometri quadrati di aree marine, lagunari e lacustri, ovvero il doppio della Laguna di Venezia e del Lago di Garda messi assieme, e 5.500 chilometri quadrati di aree terrestri. Sono questi alcuni dei dati che sono emersi dal rapporto : “SIN Italy , La Bonifica Dei Siti D’interesse NazionaleSIN Italy , La Bonifica Dei Siti D’interesse Nazionale”, realizzato da Greenpeace Italia.

Nel rapporto Greenpeace spiega che la legislazione italiana riconosce quali siti di interesse nazionale (SIN), quelle aree in cui: “l'inquinamento di suolo, sottosuolo, acque superficiali e sotterranee è talmente esteso e grave da costituire un serio pericolo per la salute pubblica e per l’ambiente naturale”. Aree in cui, conti alla mano attualmente vivono circa 9 milioni di abitanti, all'interno di oltre 300 comuni. Ma, spiega Greenpeace, non c'è regione italiana che non abbia all'interno del proprio territorio almeno un sito contaminato, con in testa la Lombardia (7 aree), seguita dalla Campania (6), da Piemonte e Toscana (entrambe con 5) e da Puglia e Sicilia (entrambe con 4). Le aree contaminate più vaste si trovano in Sardegna e Campania con rispettivamente 445 mila e 345 mila ettari contaminati. Oltre ai Sin, però, vi sono anche siti contaminati di interesse regionale che sono enormemente più numerosi, visto che le stime parlano di 13 mila siti identificati come potenzialmente contaminati, di cui 5 mila da bonificare.

Tornando ai Sin, Greenpeace parla di luoghi con alto livello di contaminazione, con sostanze dannose presenti quali : diossine, idrocarburi policiclici aromatici, metalli pesanti, solventi organo clorurati e policlorobifenili.
É difficile capire con precisione quanto queste sostanze siano dannose per la salute degli uomini, tuttavia lo studio Sentieri (Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento) realizzato con una collaborazione tra esperti dell’Istituto Superiore della Sanità, dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e dell'Università “La Sapienza” di Roma , ha messo in luce che 44 SIN rappresentano le zone a maggior rischio di tumore in Italia.
In questi 44 SIN spiega la ricerca : “si sono verificati 10mila decessi per tutte le cause e 4mila per tutti i tumori in eccesso rispetto ai riferimenti regionali”
Una mattanza che secondo i vertici di Greenpeace è ancora in corso senza che le istituzioni pongano rimedio alla situazione. Anzi secondo quanto riportato nel rapporto, le sanzioni per chi omette di effettuare la bonifica sono diventate nel tempo più lievi rispetto a quanto avveniva in passato. Secondo Greenpeace non esiste la volontà politica per garantire le risorse finanziarie per le bonifiche, siano esse “prioritarie” o no, in quanto di anno in anno gli stanziamenti per queste opere di bonifica diminuiscono anche nell'ordine del 30% e inoltre all'orizzonte, vista l'impossibilità di recuperare risorse si fa luce l'ipotesi quantomai sgradita di un condono.
Condono a cui Greenpeace si oppone fortemente, per i gravissimi danni ambientali e sanitaricausati finora dalla gestione dei Sin e dalle mancate bonifiche. L'associazione è convinta, infatti, che le bonifiche debbano essere fatte e che possano favorire la ricerca e l'innovazione, creando occupazione, salvaguardando il territorio, le risorse naturali e la salute umana.
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CREDIT
AZRainmanAZRainman by flickr
 


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