Da GreenPeace un'Ipotesi di Sistema Elettrico Europeo Alimentato dal 90 per Cento da Fonti Rinnovabili
Il futuro dell'energia si annuncia sempre più rinnovabile, a
sostenerlo è Greenpeace che ha recentemente presentato un rapporto
dettagliato in cui si teorizza la possibilità di avere energie
rinnovabili in grado di fornire energia elettrica 24 ore su 24, 7
giorni su 7. L'obiettivo, già raggiungibile nel 2050, prevede una
modifica delle reti elettriche in grado di consentire alle fonti
rinnovabili di arrivare a coprire il 90% del fabbisogno energetico.
Tutt'altro che utopia se si pensa che già oggi, in Spagna, in
alcune giornate è possibile coprire i 50% della richiesta di energia
con le sole fonti rinnovabili presenti (é avvenuto il 7 novembre
2009). La modifica delle reti elettriche consiste nell'introduzione
delle cosiddette smart grid, ovvero di infrastrutture elettriche che
connettono impianti rinnovabili decentralizzati e che permettono di
distribuire elettricità in maniera efficiente. A seconda dei bisogni
delle utenze, la produzione elettrica viene monitorata e regolata di
conseguenza grazie all'ausilio di tecnologie informatiche di
controllo e comunicazione. Per rendere più efficiente e stabile il
sistema andrebbero poi accorpate queste smart grid con delle super
grid, ovvero delle connessioni che trasportano corrente continua in
alta tensione a grandi distanze. L'idea è insomma quella di
predisporre un sistema elettrico Europeo che si fondi su micro-reti
(smart grids) per la fornitura di energia a livello locale di modo da
bilanciare la domanda di una regione (o singolo stato) e super grids
per trasferire rilevanti quantità di energia da una regione
all'altra ( dal Nord al Sud Europa e viceversa). L'utilizzo di un mix
rinnovabile in un sistema elettrico garantirebbe anche notevoli
vantaggi dal punto di vista della modulabilità del sistema elettrico
stesso in ragione del fabbisogno energetico. Il rovescio della
medaglia è che la modulabilità del sistema deve far fronte anche
alla variabilità di efficienza delle fonti rinnovabili, per questo
motivo Greenpeace ha analizzato i dati meteo degli ultimi 30 anni per
verificare se questa struttura sia in grado di resistere a eventi
estremi, come la totale
mancanza di vento in vaste regioni o
limprevisto e forte aumento dei consumi elettrici
da parte delle
utenze.
Il risultato di questa analisi è che allo stato attuale le
reti potrebbero incorrere in deficit energetici, in caso di avversità
climatiche prolungate (mancanza di vento e sole) per cui si rendono
necessari alcune lavori di modifica e implementazione delle reti
elettriche. La soluzione prospettata da Greenpeace è quella di
rafforzare oltre 5.300 km di connessioni a corrente alternata e 5.100
km
di connessioni a corrente continua entro i confini europei e di
realizzare almeno 15
nuove connessioni super grid in Europa e tra
lEuropa e lAfrica, per un totale di
almeno 12.000 km.
Il
costo complessivo dell'operazione sarebbe di 209 miliardi di euro,
ovvero circa 5,2 miliardi allanno fino al 2050. Una cifra
considerevole che però va analizzata in un contesto Europeo, per cui
considerando i livelli di consumo di elettricità risulta che il il
progetto sarebbe finanziabile con un aumento delle bollette
elettriche europee di circa 0,15 centesimi di euro per kilowattora
nei prossimi 40 anni. Una cifra assolutamente accessibile se si
considerano gli enormi benefici ambientali che la soluzione
prospettata da Greenpeace porterebbe (si avrebbe una riduzione
drastica delle emissioni di co2). Il problema rimane la mancanza di
un potere centrale effettivo che assecondi e promuova questo genere
di soluzioni. L'Unione Europea così come è concepita oggi non ha la
forza per superare gli interessi dei singoli stati, soprattutto per
ciò che riguarda le enormi conseguenze economiche che una soluzione
del genere avrebbe sulle singole società energetiche. L'unica
soluzione potrebbe essere quella di creare un consorzio europeo in
cui sono presenti tutte le società elettriche europee con
un'identica quota di capitale sociale e, partendo da questo nuovo
organismo, iniziare a pianificare e a predisporre gli investimenti
necessari. In ogni caso il rapporto di Greenpeace
rimane un lavoro di assoluto valore che vi
invito a leggere, sostenere e condividere.
RISORSE:
CREDIT
Si ringrazia l'utente Paulo
Brandão
di flickr per l'immagine