Lunedi, 18 Novembre 2019

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Energia: Italia In Deficit Per 44 Gwh Anno, Il Sud è l'Unico Motore Energetico Del Paese


Energia, consumi, importazioni, rinnovabili

Dopo il secco No al nucleare l'Italia, pur nelle mille difficoltà che caratterizzano il settore, sta facendo un buon lavoro sul fronte delle energie rinnovabili, per cercare di liberare il prima possibile il Paese dalla morsa dei combustibili fossili. Allo stato attuale, però, nonostante le rinnovabili abbiano raggiunto il 23% Della Produzione Lorda (dati Gse), la strada da compiere per una maggiore indipendenza energetica dal petrolio e dall'estero appare ancora lunga. Per capire meglio a che punto siamo, possiamo dare uno sguardo ai dati relativi all'utilizzo dell'energia elettrica in Italia nel 2010, diffusi da Terna e disponibile in formato excel a questo indirizzo.

Secondo quanto riportato il deficit energetico del nostro Paese è stato nel 2010 pari a 44 GWh di energia, ovvero il 13,36% in più del consumo nazionale (330 GWh), ma in calo dell'1,86% in meno dello scorso anno.  Scorrendo le serie storiche si scopre che il deficit energetico italiano ha avuto un andamento altalenante dal 1997 ad oggi, con un minimo proprio nel 1997 (-37 GWh), ed un massimo nel 2003 quando ha fatto registrare un deficit di quasi 51 Gwh.

Molto interessante è notare però l'origine geografica di tali deficit, ovvero capire quali zone geografiche richiedono maggiore energia di quanta ne producono. Ecco che allora dai dati Terna emerge che il Mezzogiorno d'Italia (isole comprese) produce più energia di quanta ne consumi, mentre Centro Italia, Nord Est e Nord Ovest sono in deficit rispettivamente di 20.9 Gwh, 16,9 GWh e 20,7 Gwh.
Nel corso degli ultimi 15 anni le isole hanno mostrato sempre un bilancio energetico positivo, il Mezzogiorno è passato da un deficit di oltre 9 GWh ad un avanzo di 12,7 Gwh, mentre il Centro ha seguito il processo inverso, passando da un deficit di poco superiore al Gwh ad avere il disavanzo energetico maggiore d'Italia. Nord-Ovest e Nord-est, infine sono sempre risultati in deficit energetico negli ultimi 15 anni, ma se a Nord-Ovest il dato è andato a ridursi a Nord-est è andato invece aumentando (un po' come accaduto per il Centro Italia).
Questi dati dimostrano insomma che a livello energetico, il motore italiano, pur con tutti i distinguo del caso, è rappresentato dal Mezzogiorno.
A Livello regionale le regioni più in debito energetico risultano essere la Lombardia (-22,1 GWh) e il Veneto (-19,1 GWh) che complessivamente dunque presentano una richiesta di energia superiore ai consumi, di 40 GWH. In Veneto le importazioni di energia raggiungono quasi il 57,63% dell'energia utilizzata, un vero record per l'Italia, ma non va molto meglio nelle Marche, in Campania e nel Lazio dove viene importato rispettivamente il 47,30%, il 43,57% e il 41,39% dell'energia necessaria per i consumi. Le tre regioni che producono di più di quanto consumano, quelle con un avanzo maggiore, sono invece la Puglia con un surplus energetico di 15 Gwh, seguita dalla Calabria con 5,7 GWh e dal Trentino Alto Adige con 4,396 GWh .
Se si analizzano le fonti di produzione di energia, ben il 76% dell'energia nazionale derriva dal “termoelettrico tradizionale, segue l'idroelettrico con una quota del 18,50%, il geotermico con il 2%, l'eolico con il 3% e il solare fotovoltaico con lo 0,5%. Valori questi ultimi molto bassi, ma che presentano tassi di crescita da capogiro con il fotovoltaico cresciuto nell'ultimo anno del 178% e l'eolico del 40%.
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