Domenica, 19 Agosto 2018

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L'Inquinamento Atmosferico Può Causare Ansia, Depressione, Problemi di Apprendimento e di Memoria


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La letteratura sanitaria rileva come elevati livelli di polveri sottili nell'aria producano una forte riduzione della speranza di vita, stimata in Italia in circa 9 mesi, e siano responsabili di patologie come l’alterazione delle funzionalità polmonari, l’asma e la bronchite. Inoltre l'Organizzazione Mondiale della Sanità, stima per l'Italia un range tra le 6 e le 8 mila morti premature all'anno (soprattutto al nord) provocate dagli effetti a lungo termine dell'inquinamento atmosferico da particolato fine. A rendere più fosco uno scenario già di per sé tetro ci ha pensato uno studio condotto dai ricercatori della Ohio State University, pubblicato su NatureNature (Molecular Psychiatry), secondo cui l'inquinamento atmosferico potrebbe provocare anche danni al cervello. Secondo quanto riportato l'esposizione a lungo termine alle polveri sottili, potrebbe portare a cambiamenti nella struttura celebrare, provocando lo sviluppo di depressione, di probelmi di apprendimento e di memoria.
Va detto che lo studio si basa su esperimenti condotti sui topi (di sesso maschile) e non sull'uomo e che quindi la correlazione inquinamento – problemi cerebrali deve ancora essere dimostrata sugli essere umani, tuttavia i risultati ottenuti non possono non essere tenuti in considerazione. Vediamo allora quali sono questi risultati.
Laura Fonken, responsabile del progetto insieme ai suoi ricercatori, ha sottoposto un gruppo di topi all'esposizione di aria inquinata da polveri sottili (PM 2.5) prodotte da automobili e macchine industriali per sei ore al giorno, cinque giorni alla settimana, per 10 mesi. É stato riprodotto, insomma, uno scenario simile a quello in vivono gli uomini di una città urbana decisamente inquinata, come le grandi metropoli Cinesi o Indiane.
I topolini sottoposti sottoposti all'aria inquinata, rispetto al gruppo di controllo esposto ad aria pulita, hanno mostrato comportamenti più ansiosi e depressivi e peggiori livelli di apprendimento e di memoria.


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In concreto mostravano maggiori difficoltà nell'uscire dal classico labirinto seguendo la via che era stata loro precedentemente insegnata. Inoltre sottoposti al test del nuoto forzato, che mostra il livello di disperazione, questi topolini hanno spesso prima di nuotare, un chiaro sintomo, per i ricercatori, di un maggior livello di depressione. L'analisi del cervello dei topi ha poi mostrato che quelli sottoposti ad inquinamento atmosferico presentavano  nell'ippocampo, l'area del cervello associata ai fenomeni di apprendimento, memoria e depressione, un minor numero di connessioni tra i neuroni e alti livelli di citochine e TNF-alfa, molecole che causano l'infiammazione.
Insomma, i risultati dello studio sembrerebbero dare un motivo in più per agire per la diminuzione dell'inquinamento dell'aria, soprattutto quello provocato dalle polveri sottili.

 

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