Cresce il numero di famiglie relativamente povere in Italia e la soglia di povertà. Lo riferisce l'Istat nella sua consueta indagine sulla povertà in Italia, da cui emerge che, nel nostro Paese, lo scorso anno, l'11,1% delle famiglie risultava relativamente povero (8,173 milioni di persone, il 13,6% dell'intera popolazione) mentre il 5,2% lo era in termini assoluti (3,415 milioni, il 5,7% dell'intera popolazione). Rispetto al 2010 la povertà relativa è cresciuta di un decimo di punto percentuale, mentre quella assoluta di 6 decimi di punto. Ricordiamo che la stima dell'incidenza della povertà relativa è calcolata dall'Istat sulla base di una soglia convenzionale,la linea di povertà, che individua il valore di spesa per consumi al di sotto della quale una famiglia viene definita povera in termini relativi. Questa soglia è pari alla spesa media mensile per persona nel Paese ed è risultata lo scorso anno di 1.011, 03 euro, in crescita dell'1,9% rispetto al 2010.
La sostanziale stabilità della povertà relativa deriva dalla combinazione di due elementi: il peggioramento del fenomeno per le famiglie in cui non vi sono redditi da lavoro o vi sono operai e la diminuzione della povertà tra le famiglie di dirigenti e impiegati. La povertà risulta sempre maggiormente diffusa nel Mezzogiorno, specie tra le famiglie più ampie, quelle con tre figli o più, soprattutto se minorenni. Si conferma inoltre la forte associazione tra povertà, bassi livelli di istruzione, bassi profili professionali ed esclusione dal mercato del lavoro.
A livello territoriale i valori più bassi dell'incidenza di povertà si registrano nella provincia di Trento (3,4%), in Lombardia (4,2%), in Valle d’Aosta e in Veneto (4,3%) mentre si collocano sotto il 6% la Toscana, l’Emilia Romagna e le Marche (5,2%), il Friuli Venezia Giulia (5,4%) e il Piemonte (5,9%). Le regioni del Mezzogiorno, ad eccezione dell'Abruzzo, presentano un valore dell'incidenza di povertà maggiore rispetto al resto del Paese. Le situazioni più gravi si osservano tra le famiglie della Sicilia (27,3%) e della Calabria (26,2%), dove risultano povere più di un quarto delle famiglie.
L'incidenza della povertà assoluta viene, invece, calcolata sulla base di una soglia di povertà corrispondente alla spesa minima mensile per acquistare un paniere di beni e servizi considerato essenziale per uno standard di vita minimamente accettabile. La povertà assoluta, spiega il rapporto, è aumentata nel 2011 tra le famiglie con persona di riferimento ritirata dal lavoro, soprattutto se non ci sono redditi da lavoro e almeno un componente è alla ricerca di occupazione.
- A Rischio Povertà il 22,6% Dei Minori Italiani
- In Italia il 15,9% Dei Minori Vive in Condizione di Povertà Relativa
- Per Vivere una Vita Dignitosa le Famiglie Hanno Bisogno di 2500 Euro Al Mese
- In Italia 2,5 Milioni di Bambini Sono a Rischio Povertà e 650 Mila Vivono in Povertà Assoluta
- Ocse: il Divario tra Ricchi e Poveri è Sempre Maggiore. L'Italia tra i Paesi Più Diseguali
- In Italia la distribuzione del reddito è poco equa, una famiglia su due vive con 2026 euro al mese
- Disuguaglianze e Nuovi Poveri: Analisi Sulla Base Dei Dati Sul Reddito
- Povertà ed Esclusione Sociale: Quasi un Italiano su Quattro è a Rischio
- In Italia i 10 Più Ricchi Possiedono Quanto 3 Milioni di Poveri
- Povertà: Aumentano I Poveri Occorre Modificare le Politiche Assistenziali in Erogazione di Servizi
| < Prec. | Succ. > |
|---|





