La crisi ha ridotto i redditi delle famiglie e amplificato i divari tra il Mezzogiorno e il resto del Paese. A riferirlo è l'indagine della Banca d'Italia sull'economia delle regioni italiane
, riferita ai bilanci delle famiglie italiane nel 2010. In quell'anno il reddito disponibile equivalente familiare, calcolato cioè tenendo conto delle dimensione e composizione delle famiglie, era di 19.495 euro. Nel Centro Nord arrivava a 22.758 euro, mentre nel Mezzogiorno era quasi la metà (13.321 euro).
Tra il 2008 e il 2010 la riduzione del reddito delle famiglie in termini reali è stata dello 0,7% nella media italiana e dell'1,2% nel Mezzogiorno. La differenza di crescita del reddito tra le Aree del Paese non è però figlia della crisi, ma si osserva già dal 2000. Nel periodo 2000-2010, infatti, nel Mezzogiorno si è registrata una crescita cumulata del reddito familiare del 2,6% in termini reali, contro il 6,3% del Centro Nord.
L'indagine ha analizzato anche la ricchezza netta delle famiglie consumatrici e produttrici alla fine del 2010, stimandola complessivamente a 8.638 miliardi di euro, vale a dire 142 mila euro pro capite. La ricchezza netta media risulta più alta nel Nord Ovest con 169 mila euro, segue il Centro con 168 mila, il Nord Est con 164 mila e il Mezzogiorno con 95 mila euro.
La componente più rilevante della ricchezza lorda delle famiglie è costituita da attività reali (circa il 70%, pari a 5.925 miliardi di euro). All'interno di questa classe, le abitazioni di proprietà rappresentano circa l'83,7% del valore.
La ricchezza in abitazioni, misurata a prezzi costanti, è cresciuta in media del 5,9% all'anno nel periodo 2002-2010 fino a raggiungere i 4.962 miliardi di euro. L'andamento più marcato si è registrato nel Centro e nel Sud con tassi pari rispettivamente al 7,5% e al 6,5%, rispetto al 5% del Nord e ciò è sostanzialmente imputabile all'andamento dei prezzi di acquisto delle abitazioni.
Secondo i dati dell'Agenzia del Territorio, l'incremento medio annuo dei prezzi delle case nel periodo è stato più intenso nel Centro Sud (circa il 5,5%) rispetto che al Nord (poco meno del 4%).
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