Venerdi, 18 Ottobre 2019

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A Causa Dell'Alto Costo Della Vita, al Nord il Rischio di Povertà Locale è Più Elevato Che al Sud


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Il Centro Studi Sintesi ha pubblicato oggi un'interessante elaborazione in cui ha analizzato l'indice del rischio povertà locale nei comuni capoluogo di provincia. Dai dati che fanno riferimento al 2008, si evince che Barletta, Villacidro, Rimini, Massa e Brescia cono i cinque comuni che presenta il maggior numero di contribuenti con reddito inferiore alla soglia di povertà.
Tale soglia di povertà non è fissa ma varia da Comune a Comune sulla base di parametri quali i differenti livelli di spesa per consumi delle famiglie, la dimensione media familiare e dal numero medio di percettori di reddito per ciascun nucleo familiare. Per cui, ad esempio, la soglia di povertà per contribuente di Rimini è pari a 12122 euro annui, mentre ad Avellino, che è il capoluogo con la più bassa percentuale di contribuenti al di sotto della soglia di povertà (7%), è pari a 7837 euro. La soglia media di povertà locale italiana è di 9.893 euro annui e sono ben 1,2 milioni di cittadini, il 12,2% dei contribuenti a vivere al di sotto di tale soglia. Viceversa il reddito medio italiano è di 26.434 euro l'anno, ovvero oltre 2 volte e mezzo la soglia di povertà.
Come detto in testa la classificatesta
la classifica si presenta Barletta con il 30,4% dei contribuenti che presentano un livello di reddito inferiore alla soglia di povertà locale. Ovvero ci sono 9.684 contribuenti che dichiarano un reddito inferiore a 11.971 euro (soglia di povertà).
Stupisce al terzo posto la presenza di Rimini, che nella precedente classifica era al secondo posto e mostro nel 2008, una percentuale di contribuenti con reddito al di sotto della soglia di povertà locale del 25,1%. Va detto che però questo dato va preso un po' con le pinze, viste alcune tipiche peculiarità della città. Infatti, la grande vocazione turistica di Rimini fa si che vi sia una spesa per consumi sostenuta che di fatto fa innalzare la soglia di povertà ben oltre il riferimento medio generale. Come abbiamo visto infatti, la soglia di povertà locale di Rimini è di oltre 2300 euro superiore al dato nazionale. In più l'alto numero di lavoratori stagionali, quindi con redditi normalmente più bassi, determina un livello di reddito di circa 4.600 euro inferiore alla media nazionale, e conseguentemente un alto numero di contribuenti con reddito inferiore ai 10.000 euro (il 17,2% dei contribuenti, a fronte di una media del 12,2%).



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Escludendo le due piccole città sarde di Sanluri e Tortolì e Crotone, completano la top ten dei Comuni con più soggetti a “rischio povertà”,tutte città del del Nord e del Centro Italia. Nello specifico abbiamo Massa è quarta con il 20,8% dei contribuenti “a rischio”, Brescia è quinta (20,0%), Verbania è settima (19,4%), Fermo è ottava (19,3%) e Carrara è nona (19,2%).
In generale spiega lo studio tendenzialmente le città del Mezzogiorno presentano basse percentuali di contribuenti a rischio di povertà rispetto ai comuni del Nord. Infatti tra le 20 città con gli indici di povertà locale più elevati ben 15 appartengono alle regioni del Centro-Nord. Questo è dovuto al maggior costo della vita delle città del Centro Nord, che erode il reddito delle persone fisiche in proporzione maggiore di quanto succede al Sud. Per cui lo studio conclude che l'avere un reddito in linea con la media nazionale di per sé non mette i cittadini al riparo dal rischio “povertà”, poiché molto dipende dal costo della vita della città in cui si vive e si lavora.

 

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