Venerdi, 24 Gennaio 2020

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Asili Nido: i Costi Delle Rette Variano Anche di 6 Volte e 1 Bambino su 4 Finisce in Lista d'Attesa


asilo nido, rette mensili, liste d'attesa

Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia, l'indice di presa a carico dei servizi per l'infanzia, dei servizi per l'infanzia e degli asili nido è pari al 13,6%. Un dato pesantemente sotto la media Europea, che assume nel Mezzogiorno i valori più bassi e che ha conseguenze importanti sul fronte dell'occupazione femminile.
Ad indagare su questo mondo degli asili nido comunali ci ha pensato un'indagine di dell'osservatorio Prezzi & tariffe di Cittadinanzattiva, che nel valutare le differenze tra i costi e le liste di attesa tra le varie città, ha preso un considerazione una famiglia tipo di tre persone con reddito lordo annuo di 44.200 euro e Isee di 19.900 euro.

I dati sulle rette, riportati nell'indagine, fanno riferimento ai dati ufficiali relativi agli anni scolastici 2009/10 e 2010/11 dei Capoluoghi di Provincia Italiani, considerando come elementi comuni la frequenza a tempo pieno (in media 9 ore al giorno) e dove non presente quella a tempo ridotto (in media 6 ore), per cinque giorni alla settimana. Cominciamo dai costi.
Mandare un figlio all'asilo nido comunale in Italia costa in media 3 mila euro l'anno, considerando 10 mesi di utilizzo del servizio, per una spesa mensile di 302 euro. Tuttavia le differenze tra aree geografiche, regioni e a volte provincie sono davvero notevoli.

Così accade che ad esempio a Lecco la spesa per la retta mensile sia di 537 euro, 6 volte rispetto a quella di Catanzaro (80 euro) , il triplo di quella di Roma (146 euro) e poco più del doppio di quella di un Comune vicino come Milano (232 euro). E non si tratta di casi isolati, in Veneto, infatti, la retta più cara registrata a Belluno (525 euro per il tempo pieno) supera di 316 euro quella della città più economica : Venezia. Ma anche al Sud si trovano discrepanze incredibili come in Puglia dove la retta mensile di Foggia costa 368 euro, mentre quella di Bari ha un costo inferiore di 179 euro al mese. La Calabria risulta essere la regione più economica (110€), mentre Lombardia e Valle d’Aosta le più costose con non meno di 400 euro mese di spesa media.
In generale, spiega l'indagineindagine dal 2005 ad oggi le tariffe sono aumentate in media del 4,8%, non molto considerando il tasso di inflazione di altri servizi comunali, ma indice del fatto che già 6 anni fa, le rette degli asili nido fossero decisamente molto care per le famiglie. Nell'ultimo anno, però , sono state ben 26 le città che hanno ritoccato all'insù le rette di frequenza anche con incrementi a due cifre come a Foggia (+54,6%), Alessandria (+24,3%), Siracusa (+20%), Caserta (+19,5%), Catanzaro (+19,4%).
Oltre che cari gli asili nido non sono per tutti. Infatti, spiega Cittadinanzattiva, secondo i dati del Ministero degli Interni (2009) in media il 25% dei richiedenti rimane in lista d'attesa, con picchi del 42% in Sicilia, Toscana e Puglia (33%).
Oltre alle differenze che riguardano costi e liste d'attesa, si registra una profondo contrasto tra Nord e Sud per quanto riguarda il numero di asili nido presenti sul territorio. Infatti, si passa dai 29 mila posti disponibili della Lombardia, dove sono presenti 660 strutture pubbliche, ai 300 posti disponibili del Molise con solo sei asili. In Italia si contano 3424 asili pubblici (nonostante una la legge 1044/1971 ne prevedesse già 3800 nel 1976), di cui il 44% è concentrato nei capoluoghi, per complessivi 141.210 posti. Il servizio di asilo pubblico, spiega il rapporto è presente solo nel 18% dei comuni italiani, nel loro insieme il 60% è concentrato nelle regioni settentrionali, il 27% al Centro e il 13% al Sud.

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