Si inasprisce lo scenario di povertà
in Italia, a causa della crisi economica, ben più di quanto le
statistiche ufficiali raccontano. Questo in estrema sintesi è il
messaggio del decimo Rapporto sulla povertà e lesclusione sociale
realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Zancan, che quest'anno
reca un titolo inequivocabile "In caduta libera".
Il rapporto contiene dati e analisi
derivanti dall'esperienza quotidiana di lavoro della Caritas
diocesane e locali, oltre a considerazioni sulle dimensioni
territoriali della povertà e le capacità di risposta delle
istituzioni, grazie ad una comparazione con alcuni stati europei.
Secondo il rapporto i poveri in Italia sono
8,37 milioni e non 7,81 milioni come sostenuto dall'Istat,
ovvero circa il 3,7% in più (560 mila persone). In più alle
stime sui poveri va aggiunto un altro 10%, ovvero circa 800 mila
italiani, di impoveriti.
Nel biennio 2009-2010 si è
registrato un aumento medio del 25% del numero di persone che si
rivolgono alla Caritas per chiedere aiuto. Ai centri d'ascolto il 68,9%
degli utenti è costituito da stranieri, ma è cresciuta del 40% la
presenza di italiani, così come quella di nuovi utenti (+30%) che
che si affiancano al ritorno in Caritas. Si tra gli italiani che tra
gli stranieri i maggiori disagi riguardano i problemi economici
(65,9%), l'occupazione (62%) e in minor misura l'alloggio /23,6%).
Secondo la Caritas aumenta anche il bacino dei poveri, comprendendo
anche coloro che per caratteristiche reddituali (esempio
percepiscono un reddito come la pensione) o dispongono di casa di
proprietà, non possono essere assistiti dai servizi sociali. A
dimostrazione che gli Enti locali non hanno molta tempestività nel
comprendere le nuove dinamiche della povertà che la crisi ha
introdotto.
Secondo la Caritas, infatti, le
carriere di povertà sono sempre più veloci, complesse e
multidimensionali, con frequenti uscite e ritorno in una situazione
comunque generale di disagio economica che si ripercuote anche sulla
famiglia. Sempre più spesso giungono in situazione di povertà
famiglie intere, sebbene particolarmente vulnerabili appaiono per la
Caritas, le persone appartenenti alla fascia di mezzo, come separati
e divorziati, donne sole con prole, occupati con
instabilità
lavorativa, licenziati e cassintegrati e
famiglie monoreddito.
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
LE MISURE DEL GOVERNO PER CONTRASTARE
IL FENOMENO
Nel rapporto la Caritas ha poi analizzato, in
collaborazione con Cisl e Acli, quali misure del Governo hanno avuto
effetto nel contrastare la povertà. Tra queste l'abolizione dell'Ici
sulla prima casa, rileva la Caritas, è stata la misura
maggiormente efficace, mentre la social card ha riscosso valutazioni
negative. Il 94,9% degli operatori intervistati la ritiene poco o
per niente utile.
Ulteriori informazioni sul rapporto sono
disponibili sul sito della Caritas
Italiana
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