Sabato, 18 Maggio 2013

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CARITAS: I POVERI IN ITALIA SONO OLTRE 8 MILIONI, IL 3,7% IN PIÙ RISPETTO ALLE RILEVAZIONI UFFICIALI


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Si inasprisce lo scenario di povertà in Italia, a causa della crisi economica, ben più di quanto le statistiche ufficiali raccontano. Questo in estrema sintesi è il messaggio del decimo Rapporto sulla povertà e l’esclusione sociale realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Zancan, che quest'anno reca un titolo inequivocabile   "In caduta libera".
Il rapporto contiene dati e analisi derivanti dall'esperienza quotidiana di lavoro della Caritas diocesane e locali, oltre a considerazioni sulle dimensioni territoriali della povertà e le capacità di risposta delle istituzioni, grazie ad una comparazione con alcuni stati europei.
Secondo il rapporto i poveri in Italia sono 8,37 milioni e non 7,81 milioni come sostenuto dall'Istat, ovvero circa il 3,7% in più (560 mila persone). In più alle stime sui poveri va aggiunto un altro 10%, ovvero circa 800 mila italiani, di impoveriti.
Nel
biennio 2009-2010 si è registrato un aumento medio del 25% del numero di persone che si rivolgono alla Caritas per chiedere aiuto. Ai centri d'ascolto il 68,9% degli utenti è costituito da stranieri, ma è cresciuta del 40% la presenza di italiani, così come quella di nuovi utenti (+30%) che che si affiancano al ritorno in Caritas. Si tra gli italiani che tra gli stranieri i maggiori disagi riguardano i problemi economici (65,9%), l'occupazione (62%) e in minor misura l'alloggio /23,6%). Secondo la Caritas aumenta anche il bacino dei poveri, comprendendo anche coloro che per caratteristiche reddituali (esempio percepiscono un reddito come la pensione) o dispongono di casa di proprietà, non possono essere assistiti dai servizi sociali. A dimostrazione che gli Enti locali non hanno molta tempestività nel comprendere le nuove dinamiche della povertà che la crisi ha introdotto.
Secondo la Caritas, infatti, le “carriere di povertà” sono sempre più veloci, complesse e multidimensionali, con frequenti uscite e ritorno in una situazione comunque generale di disagio economica che si ripercuote anche sulla famiglia. Sempre più spesso giungono in situazione di povertà famiglie intere, sebbene particolarmente vulnerabili appaiono per la Caritas, le persone appartenenti alla fascia di mezzo, come separati e divorziati, donne sole con prole, occupati con instabilità lavorativa, licenziati e cassintegrati e famiglie monoreddito.


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Alcune situazioni di povertà sono legate poi a livelli di spesa eccessivi, che non corrispondono all'entità del reddito familiare. Circostanze diffuse che vengono aggravate da fenomeni come il gioco d'azzardo, che come ricordato recentemente, sta diventando sempre di più una piaga sociale , soprattutto tra i più giovani.


LE MISURE DEL GOVERNO PER CONTRASTARE IL FENOMENO
Nel rapporto la Caritas ha poi analizzato, in collaborazione con Cisl e Acli, quali misure del Governo hanno avuto effetto nel contrastare la povertà. Tra queste l'abolizione dell'Ici sulla prima casa, rileva la Caritas, è stata la misura maggiormente efficace, mentre la social card ha riscosso valutazioni negative. Il 94,9% degli operatori intervistati la ritiene poco o per niente utile.
Ulteriori informazioni sul rapporto sono disponibili sul sito della Caritas Italiana

Caritas
Italiana

 

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