Il recente rapporto Rapporto nazionale sulle migrazioni 2011, elaborato dalla Fondazione Ismu ha sottolineato che la crisi economica ha fatto diminuire la crescita di nuovi flussi di immigrati dell'86%, un dato mai registrato negli 8 anni precedenti.
Ma se ci sono meno stranieri che vengono in Italia a causa delle difficoltà lavorative c'è una categoria di lavoratori stranieri che ha sempre una forte domanda, che non sembra intaccata dalle condizioni economiche del Paese. Si tratta della categoria delle colf, delle badanti e più in generale dei lavoratori domestici stranieri. Infatti, secondo quanto riporta la Fondazione Leone Moressa
dal 2001 al 2010 il numero di lavoratori domestici stranieri si è quasi quintuplicato (+408,3%) raggiungendo le 711 mila unità, pari al 81,5% del totale dei lavoratori domestici che lavorano in Italia (871 mila). Nello stesso arco di tempo i lavoratori domestici italiani sono cresciuti del 23,7% e ammontano al 2010 a circa 161 mila unità.
Il boom di colf e badanti è da attribuirsi a due ragioni fondamentali, il progressivo invecchiamento della popolazione e la scarsità di servizi assistenziali pubblici. I dati fanno riferimento ai lavoratori regolarmente iscritti all'Inps, per cui è possibile, per non dire quasi certo, che il numero in realtà, soprattutto in riferimento agli stranieri, sia sottostimato rispetto alle dimensioni effettive. Ci sono, infatti molte famiglie che assumono collaboratori domestici in nero o dichiarano un numero di ore lavorate inferiore a quelle effettive.
In ogni caso complessivamente i lavoratori domestici versano nelle casse Inps 834 milioni di euro di contributi, di cui l'83,9% proveniente da colf e badanti di origine straniera (699 milioni). Il contributo medio annuo pro capite versato ammonta a 957 euro, 834 euro versati da ciascun lavoratore domestico italiano e 985 euro dai lavoratori stranieri. Per questi ultimi vi è poi un ulteriore distinzione che riguarda gli stranieri extracomunitari e quelli comunitari, i primi infatti versano mille euro di contributo medio annuo, contro i 946 dei comunitari.
A livello territoriale Roma, Milano e Torino sono le prime tre province per numero di badanti e collaboratori domestici con rispettivamente il 14,7%, l'11,5% e il 4,4% del totale degli iscritti all'Inps.
Sia per quanto riguarda gli italiani che gli stranieri, le colf sono per la maggior parte di sesso femminile e di età media intorno ai 46 anni. Lavorano per 20 ore la settimana e dichiarano 36 settimane lavorati all'anno, per una retribuzione media annua di 4805 euro.
Le lavoratrici straniere sono più giovani delle italiane, in media hanno 41 anni e lavorano per 28 ore settimanali, per 33 settimane lavorative all'anno (dichiarate). La retribuzione annua media è invece di 5.828 euro.
Per quanto riguarda la provenienza geografica, più della metà delle lavoratrici domestiche straniere proviene dall'Est Europa (57,3%), il 20,5% arriva dal continente asiatico, il 10,8% dal Sud America e il 9,4% dall'Africa.
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