Nei giorni scorsi si è tenuta presso la Camera dei Deputati, il convegno nazionale Lapet, associazione nazionale tributaristi, su un tema molto importate : “ Se hai dei figli devi pagare meno. Il Fattore Famiglia come strumento di equità fiscale e di rilancio dell'economia”. L'incontro è stata l'occasione per l'associazione di mostrare una ricerca, realizzata in collaborazione con l'Università Telma-La Sapienza e il Forum delle associazioni familiari, che va ad integrare quella già presentata lo scorso aprile sul rapporto economia famiglia. Il tema centrale della ricerca si basa sul concetto che chi ha una famiglia con figli deve pagare di meno e che l'attuale fiscale sia iniquo verso le famiglie che hanno dei figli, con il risultato che in Italia nascono sempre meno bambini.
Dato quest'ultimo confermato anche dall'Istat con una costante diminuzione della fecondità, in termini di numero di nati per donna, soprattutto tra le madri italiane.
Le famiglie, spiegano da Lapet già duramente colpite dalla crisi economica, risultano ulteriormente danneggiate dalla manovra finanziaria e continuano a veder calare il proprio potere d'acquisto e il reddito disponibile. Abbiamo visto proprio nei giorni scorsi che secondo uno studio di Confcommercio negli ultimi 3 anni le famiglie hanno perso 10 mila euro tra flussi di reddito e ricchezza liquida.
Che fare allora?
Secondo Lapet con una manovra di 16,9 miliardi di tasse in meno alle famiglie con almeno un figlio si potrebbero ottenere risultati validi sul fronte dei consumi e dell'economia in generale. In primo luogo, come aveva mostrato la prima parte della ricerca, una detassazione delle famiglie andrebbe a ridurre il numero di nuclei che attualmente vivono sotto la soglia di povertà di almeno un milione di unità. In concreto, il Sud, dove il fenomeno è più diffuso avrebbe a disposizione del 43% di risorse in più, le isole del 26%, il Centro del 16,2% e il Nord del 13,8%.
Inoltre una riforma di questo tipo si renderebbe necessaria anche per un concetto di equità visto che l'Italia è maglia nera per il sostegno del welfare e della maternità con solo l'1,3% del Pil dedicato a tale scopo, molto meno che in altri Paesi Europei come Francia, Spagna e Germania.
Senza contare, spiegano dal Lapet, che una tal manovra sarebbe da considerare più un investimento che un costo. Infatti, a fronte di un mancato introito fiscale di 16,9 miliardi di euro si sarebbe un incremento di ricchezza nazionale di 17,6 miliardi. Una crescita di consumi locali per 13,6 miliardi, un incremento dell'Iva di 3,3 miliardi e dell'irpef di 4,3 miliardi. In più si avrebbe anche un aumento dell'occupazione tra i 200 e i 250 mila posti di lavoro in più, con il 3,5% in meno di disoccupati al Nord, il 4,5% in meno Al Centro e il 12,5 e il 12,2 % in meno rispettivamente al Sud e nelle isole. A livello regionale le regioni che beneficerebbero maggiormente di questa manovra sarebbero la la Campania, la Sicilia, il Lazio e la Lombardia, cioè le regioni dove è più alta la concentrazione delle famiglie.
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