In Italia quasi la metà degli uomini
(il 47,7%) e quasi un terzo delle donne (il 32,7%) nella fascia di
età compresa tra i 25 e i 34 anni vive ancora con i genitori. E'
questo uno dei dati principali del primo numero dell'Osservatorio
Isfol (Istituto per lo sviluppo della formazione professionale dei
lavoratori), che basandosi sui dati Eurostat 2008, ha messo a
confronto i giovani italiani con i coetanei europei. Nell'Eurozona
gli uomini italiani si piazzano al quinto posto nella graduatoria
maschile dei mammoni, ovvero di quelli che per un motivo o
per l'altro faticano a lasciare la casa della famiglia, mentre le
donne al sesto posto in quella femminile.
Monya Ferritti, che ha presentato i
dati dell'osservatorio nell'articolo I Millenials e il lavoro,
sostiene che tra le cause di una tale permanenza nella casa dei
genitori vi sono sicuramente gli ostacoli posti dal mercato del
lavoro e da quello abitativo. Queste barriere, già difficilmente
superabili negli anni precedenti la crisi, sono ora diventate quasi
insopportabili. Secondo la Ferritti, sul fronte lavoro, si riscontra
da un lato una formazione più lunga, mentre dall'altro chi è
diventato maggiorenne negli anni 2000 deve affrontare una situazione
diversa da quella delle generazioni precedente. Si sono infatti,
irrobustite la barriera in ingresso e la domanda di lavoro risulta
spesso instabile. Senza dimenticare ovviamente però che il tasso di disoccupazione
giovanile ha raggiunto in questi ultimi tempi quasi il 30% e che
gli
stipendi al primo impiego dei giovani usciti dai corsi di studio
(diplomati o laureati) non sono certo tali da poter pianificare una
vita lontana dalla famiglia (in media 823 euro al mese).
Va detto anche che, secondo i risultati
dell'indagine Isfol-Plus 2008 (Partecipation Labour Uneployment
Survey), i giovani non sembrano molto disponibili ad adattarsi al
mercato del lavoro. Secondo, quanto riporta la Ferritti, infatti,
solo il 41,5% dei giovani tra i 18 e i 29 anni si dice disponibile ad
accettare qualsiasi tipo di lavoro, valore che scende al 18% per i
laureati.
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Sul fronte della casa più volte abbiamo riportato come soprattutto le giovani coppie abbiano difficoltà ad accedere alla casa, come riportato anche dalla stessa Abi, nelle indagini sull'indice di accessibilità. Non va meglio sul fronte degli affitti, come sottolineato recentemente anche da Legambiente, dove a fronte di un continuo consumo di suolo (500km quadrati ogni anno) i giovani (ma anche tante famiglie) continuano a rimanere senza casa.
In chiusura segnaliamo che i dati sulla permanenza di un individuo con oltre 25 anni nella famiglia di origine, risultano in un Paese vicino (e molto simile per certi versi) come la Francia, profondamente diversi. Oltralpe, infatti, le quote dei ragazzi tra i 25 e i 34 anni che vivono ancora a casa dei genitori sono molto più basse (13% per gli uomini e 8% per le donne).
RISORSE:
- Italiani e mutui: il primo finanziamento si chiede a 36 anni, è pari a 160mila euro e durerà 25 anni
- Nell'unione europea le donne guadagnano in media tra il 14 e il 17,4% in meno degli uomini
- In Italia un giovane su quattro è disoccupato e più di uno su cinque non lavora e non studia
- Il tasso di occupazione delle donne diminuisce all'aumentare del numero di figli
- Le giovani donne sono più istruite e più svantaggiate sul lavoro dei maschi
- Casa: dal 2001 i costi per gli inquilini in affitto sono saliti del 77% e per i proprietari del 24%
- Indagine Cnel: "La crisi degli affitti e il Piano di edilizia abitativa
- Giovani ed emergenza abitativa: necessario intervenire sul mercato degli affitti
- Mutui e insolvenze: nel 2010 i pignoramenti immobiliari aumentano del 31,8%, nel triennio del 70%
- "Un'altra casa?",rapporto Legambiente sullo stato dell'edilizia e dell'emergenza abitativa in Italia
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