Fino a qualche anno fa in Italia si parlava con reticenza dell’e-commerce: ora questo mercato non è più di nicchia. Cosa ha modificato in così breve tempo le abitudini degli italiani? Se lo è chiesto Nextplora, che in un’indagine apposita ha approfondito le ragioni che spingono sempre più utenti e cercare in rete offerte e promozioni su beni e servizi.
E tra le cause emerge la crisi economica: se gli italiani hanno accettato il compromesso di non poter visionare di persona la merce di provare nei camerini i vestiti, è per godere di un risparmio monetario che diventa sempre più allettante.
Se da un lato quindi la crisi comporta un calo dei consumi, dall’altro fa registrare un incremento delle vendite online. Non a caso l’indagine sul tema di Nextplora è intitolata “Sbarcare il lunario con Internet”.
Lo studio ha considerato un campione di 1026 persone dai 16 anni in su: ben il 69% degli intervistati ha dichiarato di considerare internet una risorsa per risparmiare rispetto al prezzo di listino di oggetti tecnologici, capi di abbigliamento, complementi d’arredo o servizi, in particolare voli e pacchetti turistici. E il 23% appare soddisfatto del risparmio ammettendo di aver trovato offerte online non disponibili nei negozi e di aver quindi potuto acquistare prodotti che non si sarebbero potuti permettere con una compravendita diretta. Per il 36% invece la ragione primaria dell’e-shopping è rappresentata, più che dalle allettanti offerte online, dalla possibilità di trovare in rete oggetti di difficile reperibilità nei negozi. Infine per il 21% l’attrattiva maggiore dell’e-shopping è il fatto di avere tutto a portata di click: questo permette di togliersi sfizi in maniera spensierata, senza troppi ripensamenti in fila alla cassa o nel camerino.
Più che una riduzione dei consumi (che comunque c'è stata) la crisi ha comportato una modifica della modalità di acquisto: gli italiani si sono ingegnati per non rinunciare ai propri vizi ma con un occhio al risparmio. Eppure qualche sacrificio si fa: più della metà degli intervistati dichiara di aver drasticamente ridotto la frequentazione di ristoranti e locali, di aver diminuito i viaggi e i week end fuori porta e di rinunciare all’acquisto di nuovi prodotti tecnologici. Un terzo del campione ha riscontrato forti riduzioni anche nel consumo di beni di prima necessità. Ma allora chi è che compra tutte queste cose su internet?
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