Sono gli anziani i più colpiti dalla crisi economica e dalle manovre correttive varate dagli ultimi due governi. Ne è convinta l'Auser, associazione di volontariato e di promozione sociale, impegnata nel favorire l'invecchiamento attivo, che proprio oggi ha presentato i risultati della “seconda indagine nazionale sulla condizione sociale degli anziani
”. Secondo quanto pubblicato la condizione di vita degli anziani nell'ultimo anno è peggiorata sensibilmente così come sono cresciuti i fenomeni di esclusione sociale. Questo a partire dalla riduzione del 28% circa del numero di proposte di bando dedicate ai servizi per gli anziani per arrivare alla crescita delle liste di attesa regionali per gli interventi domiciliari di contrasto alla non autosufficienza.
Le difficoltà partono però da lontano e hanno radici profonde anche in tempi precedenti la crisi, come confermano le spese sui consumi.
Infatti nel periodo 2003-2010, nonostante la spesa mensile sia cresciuta di circa 284 euro, si registrano cali in settori fondamentali come quello relativo alle spese per l'alimentazione (-1,7%) e quelle relative ai servizi sanitari (-0,6%).
Dati questi ultimi da considerarsi indicativi del peggioramento della situazione degli anziani che sono costretti, loro malgrado, a ridurre tipologie di consumi fondamentali.
Nell'anno in corso gli aumenti previsti relativi all'abitazione e ai consumi energetici (+5%) avranno come conseguenza per gli anziani la necessità di trovare altri capitoli di spesa su cui tagliare come il tempo libero, l'abbigliamento e l'alimentazione.
Su quest'ultimo aspetto l'indagine evidenzia che gli anziani mangiano poco e male e infatti mancano all'appello più di 400 calorie giornaliere, principalmente a causa della crisi economica. Un dato molto grave se si pensa che la malnutrizione, soprattutto negli anziani, può elevare di un quarto la possibilità di un ricovero in ospedale.
Sempre sul fronte della povertà, l'indagine ricorda che sono circa il 13% gli anziani che vivono in condizioni di povertà (relativa), con un incidenza minore al Nord, dove però si è saliti dal 6,4 al 7%. Dall'altra parte dell'Italia, ovvero nel Mezzogiorno, si registra una percentuale del 26% di anziani che vive in condizione di povertà relativa. Gli anziani che vivono in condizione di povertà assoluta sono invece il 5,5%, in crescita di due decimi di punto percentuale rispetto al 2009.
Una situazione a cui le manovre correttive del 2011 non daranno certo una mano, visto che come sottolinea l'indagine gli anziani sono visti come : “soggetti privilegiati” sui quali poter applicare riduzioni della spesa pubblica”. Tradotto in cifre le ricadute della Manovra Salva Italia, una volta che sarà a regime, saranno pari a 887 euro a famiglia, a quali bisogna sommare la cifra prodotta dalle precedenti manovre per un totale di 3.002 euro a famiglia con capofamiglia un anziano.
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