Venerdi, 22 Giugno 2018

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Il Reddito Delle Famiglie Negli Ultimi 20 Anni È Calato Del 2,4%


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Tra il 2008 e il 2010 il reddito delle famiglie è rimasto praticamente invariato, con un aumento dello 0,3% in termini reali dopo essersi contratto di circa il 3,4% nel biennio precedente. É questo uno dei dati che emerge dall'indagine campionaria della Banca d'Italiaindagine campionaria della Banca d'Italia sui bilanci delle famiglie nel 2010. Il reddito medio annuo delle famiglie nel 2010, al netto delle imposte e dei contributi sociali risulta essere pari a 32.714 euro, cioè 2.726 euro al mese. Questo valore risulta maggiore per le famiglie con capofamiglia laureato, lavoratore indipendente o dirigente, mentre risulta inferiore per le famiglie del Sud e per quelle con capofamiglia un cittadino straniero. Tornando ai valori medi nazionali, la Banca d'Italia sottolinea che il reddito medio familiare del 2010 risulta inferiore in termini reali del 2,4% rispetto a quello riscontrato nel 1991.

Un dato drammatico che tuttavia necessita di qualche aggiustamento statistico per poter meglio rappresentare la situazione reale. Infatti, in questo ventennio la composizione della famiglia è cambiata molto, ad esempio con una forte diminuzione delle coppie con figli e un progressivo aumento di quelle senza figli e delle famiglie mono-componente. Introducendo così una scala di equivalenza che tiene conto appunto di questi cambiamenti, si ottiene che il reddito equivalente dal 1991 ad oggi è cresciuto del 9% in termini reali. Un dato che seppur positivo manifesta come l'Italia sia un Paese praticamente fermo da oltre 20 anni per quanto riguarda il livello di benessere delle famiglie. C'è poi a chi è andata meglio e a chi è andata peggio, ad esempio i lavoratori indipendenti hanno registrato un incremento del reddito equivalente in termini reali, dal 1991 ad oggi del 15,7%, mentre la crescita per i pensionati è stata dell'11,5%. I più svantaggiati sono stati, come spesso capita, i lavoratori dipendenti che hanno visto crescere, in questo arco di tempo, il proprio reddito equivalente solamente del 3,3% in termini reali.
Se poi consideriamo l'andamento del tempo del reddito equivalente per area geografica, scopriamo che dal 1991 ad oggi, il Centro e il Nord hanno fatto registrare incrementi in termini reali rispettivamente del 17,2% e del 10,2%. Nel Sud e nelle Isole il reddito equivalente è invece addirittura diminuito di circa 2,6 punti percentuali rispetto al 1991.

LA DISTRIBUZIONE DEI REDDITI
La quota più cospicua del reddito familiare è costituita dal reddito da lavoro dipendente (39,5%), seguono i redditi da trasferimenti (25,4%), quelli da capitale (22,2%) e da libera professione e impresa (12,8%). Il reddito da lavoro dipendente ricevuto in media da ciascun percettore è risultato pari (nel 2010) a 16.559 euro, quello dal lavoro indipendente è stato di 20.202 euro, mentre quello da trasferimenti è stato di 10.672 euro. Il reddito individuale medio da lavoro, sia autonomo che dipendente risulta inferiore per le donne (15.083 euro contro i 19.435 euro degli uomini) e nel Sud e nelle Isole (14.598 euro rispetto ai 18.996 del Centro e ai 18.673 del Nord). In generale i laureati percepiscono un reddito da lavoro quasi doppio rispetto a quello delle persone prive di titolo di studio (23.835 rispetto a 12.428 euro).
Infine una famiglia su cinque ha un reddito netto annuo inferiore a 15.632 euro (circa 1300 euro al mese), mentre una famiglia su due ha un reddito superiore ai 27 mila euro. Solo il 10% delle famiglie percepiscono un reddito superiore ai 58.549 euro.
 
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