Domenica, 15 Dicembre 2019

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INDAGINE SULLE DIFFERENZE DEI PREZZI AL CONSUMO DELLE CITTÀ ITALIANE NEI VARI SETTORI DI SPESA


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Indagine sulle Differenze dei Prezzi al Consumo delle Città Italiane nei Vari Settori di Spesa | istat | Inflazione |

Qualche tempo fa abbiamo introdotto il Concetto di costo di cittadinanza, ovvero di quell'indice che rappresenta i costi sostenuti dalle famiglie per servizi e imposte strettamente collegati al fatto di risiedere in un determinato territorio. Oggi, vogliamo tornare sul rapporto tra costi e territorio presentando l'indagine dell'Istat sui differenziali dei prezzi al consumo rilevati nelle principali città italiane. I due rapporti se analizzati congiuntamente possono fornire una risposta alla domanda su quanto costi la vita (senza riferimenti alla qualità ) nelle varie zone d'Italia.
Il rapporto Istat consente di stimare le differenze nel livello generale dei prezzi al consumo (relativi al 2009), in 20 città a partire dall'analisi e dai confronti di particolari indicatori, gli indici di Parità del Potere d’Acquisto (PPA).
Questi indici misurano le differenze tra il livello medio dei prezzi di un paniere standard di prodotti in una determinata area geografica e quello medio calcolato per il complesso delle aree. L'indagine ha preso in considerazioni diversi settori nei quali si articola la spesa per consumi delle famiglie, quali : generi alimentari, bevande e tabacchi, abbigliamento e calzature, abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili, mobili, articoli e servizi per la casa, servizi sanitari, spese per la salute, trasporti e comunicazioni, istruzione, servizi ricettivi e ricreativi.
In totale il paniere di prodotti utilizzato è composto da circa 400 beni e servizi, a loro volta distinti in base a determinate caratteristiche che ne possono determinare il prezzo. Ciò ha portato all'elaborazione di un paniere costituito da 3700 prodotti specifici, caratterizzato da un elevato grado di confrontabilità territoriale


QUALI RISULTATI: BOLZANO CITTÀ PIÙ CARA, NAPOLI PIÙ ECONOMICA
Il rapporto evidenzia differenze nei livelli dei prezzi al consumo tra le città analizzate non trascurabili. In generale si riscontrano prezzi superiori nelle Città del Nord, rispetto a quelle del Centro e del Sud Italia. I due estremi sono rappresentati da Bolzano, con un indice pari a 105,6 e Napoli che risulta essere la città meno cara d'Italia con 93,8. Bolzano fa registrare prezzi superiori alla media nazionale del 5,6%, seguita da Bologna (+4,9%) e da Milano (+4,74%), mentre a Napoli i prezzi sono meno cari rispetto alla media del 6,2%, seguita da Campobasso (-5,8%) e da Potenza (-5,3%).
Analizzando tutti i raggruppamenti di spesa è possibile riscontrare alcune città che sono caratterizzate da prezzi sistematicamente più alti, ovvero Bolzano, Milano e Genova, dall'altra parte le città che fanno registrare livelli dei prezzi sistematicamente inferiori alla media (in tutti i settori di analisi) sono Palermo, Potenza e Campobasso. In generale esiste una spaccatura tra città del Nord Italia e città del Mezzogiorno per quanto riguarda i capoluoghi.
Per quanto riguarda i raggruppamenti di spesa quelli con la maggiore dispersione dei livelli dei prezzi di consumo tra le varie città, sono quelli relativi ad Abitazione, acqua, energia elettrica (e combustibili) e servizi sanitari. Mentre gli aggregati che risultano con prezzi più omogenei sul territorio nazionale sono quello dei Trasporti e comunicazioni e quello dell'abbigliamento e calzature.



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CITTÀ E GRUPPI DI SPESA, DOVE SONO PIÙ CARI I VARI BENI E SERVIZI?
Indichiamo di seguito le città che secondo il rapporto sono le più e le meno care d'Italia, per i vari raggruppamenti di spesa. Dopo nome del settore indicheremo tra parentesi il peso percentuale della categoria sulla spesa per consumi

  • Generi alimentari, bevande e tabacchi (20%): la città più cara è Bolzano (+8% rispetto alla media nazionale) mentre quella meno cara è Napoli (-9%)

  • Abbigliamento e calzature (10%): la città più cara è Trieste (+3,7% rispetto alla media) mentre quella meno cara è Campobasso (-5,4%)

  • Abitazione, acqua, energia elettrica, combustibili (10%): la città più cara è Roma (+12,8% rispetto alla media) mentre quella meno cara è Potenza (-14,4%). In questo settore sono presenti gli affitti e le spese relative ai prodotti energetici che sono molto variabili da zona a zona. Si pensi solamente al costo degli affitti di città come Roma o Firenze rispetto ad altre città con meno valore turistico, storico, economico e culturale

  • Mobili, articoli e servizi per la casa (9%): la città più cara è Bolzano, mentre quelle meno care sono Ancona e Campobasso

  • Servizi sanitari e spese per la salute (8% circa): la città più cara è Aosta (+12,6% rispetto alla media) seguita da Milano (+12%) mentre quella meno care è Reggio Calabria (-11,75) seguita da Napoli (-9,7%)

  • Trasporti e comunicazioni (17%): Le città più care sono Torino e Venezia (+3,1% rispetto alla media ) mentre quella meno cara è Reggio Calabria (-6,5%)

  • Istruzione, servizi ricettivi e ricreativi (14%): la città più cara è Bologna (+7,2% rispetto ala media) mentre quella meno cara è Napoli (-7,8%).

  • Altri beni e servizi, aggregato residuale (circa 12%): la città più cara è Bolzano (+11,2% rispetto ala media) mentre quella meno cara è Palermo (-9,4%).


INFLUENZA DELL'INFLAZIONE SUL LIVELLO DEI PREZZI
L'Istat in chiusura del rapporto ricorda come l'inflazione degli anni precedenti al 2009 (anno di analisi) abbia modificato i prezzi registrati nell'indagine. L'inflazione registrata nel decennio che va dal 2000 al 2009, è stata notevolmente differenziata tra le
diverse città. Nello specifico l’andamento dell’indice dei prezzi al consumo NIC, ha mostrato che negli ultimi dieci anni le città nelle quali i prezzi sono aumentati maggiormente sono state Napoli, Torino e Bolzano., mentre quelle che hanno fatto registrare un aumento dei prezzi più moderato sono state Firenze, Aosta e Milano.

  [Via:Istat.itIstat.it ]


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Si ringrazia l'utente Felix IdanFelix
Idan di flickr per l'immagine


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