Mercoledi, 17 Luglio 2019

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ISTAT: AVVIATO UN PROGETTO PER LA CREAZIONE DI UN INDICATORE DI SOSTENIBILITÀ DA AFFIANCARE AL PIL


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Istat ha recentemente avviato un nuovo progetto che dovrebbe portare, attraverso adeguati studi e ricerche, alla nascita di un nuovi indicatori da affiancare al classico PIL (Prodotto Interno Lordo), in grado di misurare non solo il livello di crescita economica della nazione, ma anche del benessere sociale e sostenibile.
L’Istituto Nazionale di Statistica ha infatti creato in collaborazione con il Cnel, (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro), un “gruppo di indirizzo sulla misura del progresso della società italiana”, composto da rappresentanze delle parti sociali e della società civile e dedicato proprio allo sviluppo del nuovo indicatore Bes, “benessere equo e sostenibile”.
Il PIL, infatti, pur essendo l’indicatore per eccellenza della crescita economica, non può essere considerato come un parametro efficace in grado di rilevare il benessere di un paese, né tanto meno di rilevarne le differenze interne. Il nuovo indicatore sarà invece composto da vari parametri con la finalità di fornire un quadro circa il benessere sociale e sostenibile e le differenze interne alla nazione.
Il termine “sostenibile”, già molto adoperato nelle teorie sullo sviluppo economico e sociale, non deve essere inteso in riferimento esclusivo all’ambiente, ma ha una valenza ben più profonda, di natura sociale, economica e culturale.
Il Gruppo avviato da Istat e Cnel lavorerà per 18 mesi, con l’obiettivo di definire gli ambiti di maggior rilievo (salute, lavoro, inquinamento ecc.) e di selezionare quali siano gli indicatori più efficaci in grado di misurare con grande puntuali i vari ambiti d'indagine, comunicando , inoltre, ai cittadini in maniera capillare le novità interne al progetto.


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Per operare nel massimo della precisione e dell’efficacia, l’Istat costituirà un’apposita Commissione Scientifica che avrà il compito di svolgere tutto il lavoro di preparazione, per lo sviluppo degli indicatori statistici più idonei. Sono state anche previste delle consultazioni pubbliche online aperte ad esperti, alla società civile ed ai singoli cittadini, affinchè tutti gli interessati possano contribuire alla scelta dei parametri prioritari che andranno a comporre il nuovo indicatore.
Con questa iniziativa appena avviata, l’Italia si affianca ad un folto gruppo di paesi, quali Francia, Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Australia, Irlanda, Messico, Svizzera ed Olanda, che hanno deciso di dotarsi di nuovi indicatori in grado di far emergere non solo lo stato economico del paese, ma anche il benessere, lo sviluppo e le differenze interne, di diversa natura.
E’ stata proprio l’Ocse, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, assieme alla “Commissione Stiglitz”, a suggerire alle varie nazioni lo sviluppo di nuovi indicatori che possano indicare in maniera più precisa il progresso e l’evoluzione sociale del paese.

[Via: IstatIstat ]

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