Lunedi, 18 Novembre 2019

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LE FAMIGLIE FINANZIARIAMENTE VULNERABILI CRESCONO DELL'11%, PIÙ DI UNA SU TRE È IN DIFFICOLTÀ


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Secondo il recente “Rapporto sulla situazione finanziaria delle famiglie italiane”, redatto dall'Abi, in nuclei familiari italiani hanno retto l'impatto della crisi, confermando una positiva capacità di tenuta sul fronte finanziario. Come abbiamo visto, a salvare le famiglie italiane dalla crisi ha contribuito il basso livello di indebitamento privato e l'alta diffusione della casa di proprietà. Al punto di vista positivo dell'Abi si contrappongono altri pareri come quello di Eurispes (Rapporto Italia), secondo cui cala il numero di famiglie che riesce a risparmiare o quello dell'Associazione Acri che registra un aumento dei nuclei familiari in crisi di risparmio (soprattutto al Sud).
L'ultimo contributo a questo argomento arriva dallo studio : “Genworth Index 2010”, condotto su 14mila famiglie di 18 Paesi dal “Centro Ricerche della Finanza Personale” dell’Università di Bristol, in collaborazione con la società di ricerche Ipsos Mori, per conto di Genworth Financial. Secondo questa indagine oltre un terzo delle famiglie italiane (il 36%) si dichiara finanziariamente vulnerabile e ritiene che difficilmente la situazione potrà migliorare nei prossimi 12 mesi. Si tratta di un dato molto grave, peggiore di quello rilevato lo scorso anno, quando le famiglie finanziariamente vulnerabili erano il 25%. Nel confronto internazionale il nostro Paese si colloca al quarto posto (con 52 punti), perdendo una posizione rispetto al 2009 (quando i punti furono 52). Peggio di noi, dal punto di vista della vulnerabilità finanziaria si collocano solamente la Grecia, il Portogallo e la Polonia. Va detto che, nonostante nell'ultimo anno le famiglie finanziariamente sicure siano passate dal 4% al 3%, mentre quelle che hanno fronteggiato difficoltà finanziarie siano salite dal 19% al 25%, il nostro Paese ha comunque compiuto dei progressi in classifica rispetto al risultato del 2007. In quell'anno, infatti, l'Italia risultava il Paese più vulnerabile dal punto di vista finanziario. Dall'altra parte, però, non c'è molto da festeggiare perchè questi progressi sono dovuti sostanzialmente ad un peggioramento degli altri Paesi più che ad un miglioramento dell'Italia.


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A complicare la situazione, riferisce lo Studio, soprattutto in Italia è il perdurare della crisi che continua ad influenzare le possibilità di risparmio delle famiglie e rende difficile poter onorare i propri impegni di cassa. Sullo scenario influiscono anche le aspettative delle famiglie circa la loro situazione finanziaria futura, che risultano negative visti i mancati miglioramenti attesi nel 2010.
Dall'analisi dello scenario internazionale risulta che in Europa, le famiglie si sentono più vulnerabili finanziariamente, mentre nel Nord America, in Canada e in Australia si respira maggiore ottimismo rispetto al 2009.
Dall'altra parte però il Paese più solido dal punto di vista finanziario risulta essere la Norvegia, dove a differenza del BelPaese solamente il 3% si dichiara “finanziariamente vulnerabile”.

 

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