Lunedi, 18 Novembre 2019

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MENO DELLA METÀ DELLE FAMIGLIE È APPAGATA DAL PROPRIO STATO ECONOMICO, ALTA LA SFIDUCIA NEL PROSSIMO


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Dopo aver analizzato il grado di soddisfazione in cui gli italiani inquadrano la propria vita ed alcuni aspetti della vita quotidiana, come affetti, salute lavoro e tempo libero, l'Istat è passata ad esplorare la soddisfazione connessa alla situazione economica familiare ed il tema della fiducia interpersonale.
Secondo quanto emerso nell'indagine Multiscopo : “Aspetti della vita quotidiana” la percentuale di coloro che si ritengono molto o abbastanza soddisfatti della propria situazione economica è pari al 48,4%, mentre coloro che si dichiarano per niente o poco soddisfatti sono il 49,3%. A livello geografico la quota di residenti maggiormente soddisfatta della propria situazione economica si evidenzia al nord (55%), contro il 49,8% del Centro e il 38,6% del Mezzogiorno. E' invece il Centro Italia l'area dove si concentra il maggior numero di famiglie che percepiscono una condizione di stabilità dal punto di vista economico rispetto al passato (il 53,7% delle famiglie, contro il 51% delle famiglie del Nord). Le famiglie che denunciano un peggioramento significativo della propria vita, invece, risiedono per lo più al Sud (il 12,3% contro l'8,7% delle famiglie del Centro). Sono soprattutto le famiglie con persona di riferimento operaio o lavoratore in proprio (senza dipendenti) a denunciare un peggioramento della situazione economica, con rispettivamente una percentuale del 45,3% e del 44,9%. Ancora maggiore è la percentuale delle famiglie che hanno come persona di riferimento qualcuno in cerca di occupazione, che riferiscono di un peggioramento della situazione economica (63%).
Aumenta la percentuale di famiglie che ritiene di disporre di risorse adeguate (dal 52,9% del 2009 al 55,3% del 2010) e scende la percentuale di quelle che le ritengono scarse (dal 38,8% al 36,8%). Il 6,1% delle famiglie ritiene di disporre di risorse sufficienti mentre l'1% le giudica ottime. Risultati in linea con quelli registrati nel 2007, cioè l'anno precedente l'avvio della crisi economica.
Anche per quanto riguarda le risorse economiche esiste una correlazione tra professione svolta dalla persona di riferimento della famiglia e quantificazione delle possibilità.


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Il 51,2% delle famiglie di operai ed il 40,2% di quelle di lavoratori in proprio definisce le risorse economiche scarse o insufficienti, rispetto al 37,3% di quelle di dirigenti, imprenditori o liberi professionisti. Tale quota arriva al 70% nelle famiglie con persona di riferimento in cerca di occupazione.


FIDUCIA INTERPERSONALE
Gli italiani secondo l'Istat sono un popolo tendenzialmente dubbioso verso il prossimo, infatti, il 75,8% delle persone pensa che “bisogna stare molto attenti”, contro il 21,7% che ritiene di potersi fidare, il rimanente 2,5% non si esprime al riguardo. Le donne sono più diffidenti degli uomini con una percentuale del 77,3% contro il 74,3%. L'Istat rileva anche come coloro che possiedono uno status sociale più elevato ed un grado di istruzione maggiore tendano a dichiarare una minore diffidenza rispetto alla media della popolazione. A livello Geografico la sfiducia è molto più elevata da parte dei cittadini del Mezzogiorno. Nel Centro-nord, infatti, la quota di coloro che ritiene che bisogna stare molto attenti nei confronti del prossimo è intorno al 73%, mentre nel Sud supera l’80%.

 

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Si ringrazia l'utente Alyssa L. MillerAlyssa
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