Lunedi, 18 Giugno 2018

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Povertà: Aumentano I Poveri Occorre Modificare le Politiche Assistenziali in Erogazione di Servizi


povertà, diritti, caritas

Come già accaduto l'anno scorso e l'anno precedente, anche quest'anno la computa del numero dei poveri in Italia è superiore ai dati ufficiali. A sottolinearlo è il rapporto “Poveri di diritti”, realizzato dalla Fondazione Zancan e dalla CaritasCaritas, in cui si cerca di fare un bilancio più completo di tutte quelle persone che vivono in condizioni di povertà, non solo in termini di mancanza di risorse economiche, ma anche considerando tutte le altre privazioni che peggiorano lo stato di precarietà e ne impediscono il superamento. 
Tornando ai numeri, il rapporto dello scorso anno aveva evidenziato come poveri in Italia fossero 8,272 milioni, il 13,8% del totale della popolazione, in crescita rispetto ai 7,810 milioni registrati nel rapporto 2009.

Quest'anno anche l'Istat ha evidenziato un aumento del numero di famiglie in condizione di povertà, si è passati, infatti, da 2,657 milioni di famiglie relativamente povere (il 10,8%) a 2,734 milioni (l'11%). Secondo il rapporto “Poveri di diritti”, negli scorsi 12 mesi la povertà relativa è aumentata, sul 2009 soprattutto nelle famiglie più numerose, quelle con 5 o più componenti, dove è passata dal 24,9% al 29,9%. Inoltre si registrano aumenti nelle famiglie monogenitoriali dove la povertà relativa è cresciuta dall'11,8% al 14,1% , tra i nuclei residenti nel Mezzogiorno con tre o più figli minori (dal 36,7 al 47,3%) e tra le famiglie di ritirati dal lavoro in cui almeno un componente non ha mai lavorato e non cerca lavoro (dal 13,7 al 17,1%). Ma avendo la crisi colpito tutti, la povertà è aumentata anche tra le famiglie che hanno come persona di riferimento un lavoratore autonomo (dal 6,2 al 7,8%) o tra coloro che hanno un titolo di studio medio-alto (dal 4,8 al 5,6%).

Secondo la Caritas il problema di fondo di fronte alla povertà riguarda il fatto che oggi esiste una cultura diffusa, secondo cui le azioni a favore dei poveri da parte dello Stato sono una specie di benevolenza, che allevia momentaneamente i dolori senza curare il problema. Tre sono allora i diritti che devono essere riconosciuti ai poveri per uscire da questa terribile condizione.
  1. Il diritto alla famiglia: visto che la povertà colpisce soprattutto le famiglie numerose e verso le quali lo Stato dovrebbe agire con dei sostegni. Invece, secondo quanto riporta il rapporto , nel bilancio di previsione per gli anni 2010-2013, il Fondo per le politiche della famiglia registra i seguenti decrementi: 185,3 milioni di euro nel 2010, 51,5 milioni nel 2011, 52,5 milioni nel 2010 e 31,4 milioni nel 2013.

  2. il diritto al lavoro: per evitare di alimentare la povertà occorre predisporre politiche in favore di quelle categorie che sono maggiormente svantaggiate nel mondo del lavoro, ovvero i giovani, le donne e le persone disabili

  3. Il Diritto alla pensione per i giovani: il rapporto sottolinea che i giovani che hanno iniziato a lavorare a metà degli anni 90 matureranno verso il 2035 una pensione analoga a quella degli attuali pensionati con il minimo Inps (pensione di vecchiaia).Si tratta di poveri relativi di oggi e i poveri assoluti di domani.

Dai dai raccolti dal rapporto si evince che gli enti locali continuano ad investire risorse assistenzialistiche nel contrasto alla povertà, ma con scarsi risultati, visto il continuo aumento dei poveri. Invece che erogare contributi economici sarebbe meglio erogare servizi. Per questo la prima strada da percorrere per Fondazione Zancan e Caritas è quella di incrementare il rendimento della spesa sociale, mentre la seconda è quella di recuperare i crediti di solidarietà destinandoli in via prioritaria a occupazione di welfare a servizio dei poveri.
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