Abbiamo visto che secondo il Rapporto Italia di Eurispes la fiducia nelle istituzioni e nella classe dirigente è ai minimi storici, a causa della crisi e degli effetti sulla condizione delle famiglie delle varie manovre correttive varate nello scorso anno.
Secondo quanto rilevato dall'Istituto di ricerche il 67% degli italiani considera la situazione economica del Paese nettamente peggiorata negli ultimi dodici mesi, toccando così il valore più basso dal 2004 e risultando in crescita di oltre 15 punti percentuali rispetto alla valutazione dello scorso anno. Calano anche coloro che ritengono che l'economia sia rimasta stabile negli ultimi dodici mesi (dal 12,4% al 3,9%) e la percentuale di chi ritiene che sia migliorata (dal 3,7% all'1,4%).
La speranza degli italiani non è più che la condizione economica migliori ma quantomeno che rimanga stabile, dato che la dice lunga sul livello di disperazione raggiunto dalle famiglie.
In concreto però quasi 6 italiani su 10 (il 56,6%) ritiene che la situazione economica peggiorerà nei prossimi dodici mesi, contro il 26,9% che si attende stabilità, mentre solo il 6,1% si aspetta un miglioramento. Più di tre famiglie su quattro (il 74,8%) ha dichiarato che la propria condizione economica negli scorsi 12 mesi è peggiorata, in modo lieve o forte, soprattutto per quanto riguarda i nuclei composti da anziani.
La regione principale di questo peggioramento risiede nella contrazione del reddito disponibile, tanto che il 26,2% degli italiani ha dovuto chiedere un prestito bancario per soddisfare le proprie esigenze. Spicca, tra le motivazioni alla base della richieste di un finanziamento la sottoscrizione di un mutuo per l'acquisto della casa (41,9%), ma soprattutto la necessità di pagare debiti accumulati (33,1%).
Quasi la metà delle famiglie (il 48,5%) è costretta a usare i risparmi per arrivare a fine mese, il 45,7% incontra qualche difficoltà a superare la quarta settimana, mentre il 27,3% dichiara di non arrivare a fine mese. Inoltre una famiglia su quattro fa difficoltà a pagare la rata del mutuo e quasi una su cinque ha lo stesso problema con il canone d'affitto.
Per sette famiglie su dieci il risparmio è solo un sogno, il 15,7% dei nuclei familiari riesce invece a mettere da parte qualcosa. Ricordiamo anche che gli effetti delle manovre hanno spostato in là il cosiddetto Tax Freedom Day, il giorno cioè in cui si finisce di lavorare per pagare tasse e spese.
E le prospettive in questo senso sono tutt'altro che rosee, visto che la quota di italiani che ritiene di poter certamente risparmiare nei prossimi dodici mesi è inferiore al 5%, mentre quelli che pensano che probabilmente riusciranno a farlo sono solo il 13,1%. Dall'altra parte il 38,2% ritiene improbabile che ci saranno possibilità di risparmio, mentre il 34,8% esclude ogni possibilità di risparmio nei prossimi dodici mese. A regnare, insomma, come sottolineato anche recentemente dalla Doxa, è il pessimismo più nero.
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