Venerdi, 15 Novembre 2019

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TRAFFICO,DIFFICOLTÀ DI PARCHEGGIO, INQUINAMENTO E RUMORE SONO I PROBLEMI PIÙ SENTITI DALLE FAMIGLIE


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Dopo aver analizzato il grado di soddisfazione in cui gli italiani inquadrano la propria vita e quello connesso alla situazione economica familiare, l'Istat è andata ad esplorare quali sono i problemi maggiormente sentiti dalla famiglie nella zona in cui vivono. In base alla percentuale di famiglie che ne risente l'Istat ha rilevato i seguenti problemi: il traffico (42,6%), le difficoltà di parcheggio (39,6%), l'inquinamento dell'aria (38%), il rumore (32,9%), il non fidarsi a bere acqua dal rubinetto (32,8%), la sporcizia nelle strade (30,0%), la difficoltà di collegamento con i mezzi pubblici (29,5%), il rischio di criminalità (27,1%) e l’irregolarità nell'erogazione dell'acqua (10,8%). Nel confronto con lo scorso anno risalta la diminuzione di coloro che dichiarano la presenza di rumore (dal 35,5% al 32,9%) e di traffico (dal 45,2% al 42,6%) nella zona in cui vivono. Diminuisce anche la percezione del rischio legato alla criminalità (dal 29,7% al 27,1%) e quella relativa all’inquinamento atmosferico (dal 39,3% al 38%).
A livello geografico le famiglie del Nord sono quelle che dichiarano una minor presenza di problemi, tranne per quanto riguarda l'inquinamento dell'aria, segnalato dal 41,3% delle famiglie (3 punti percentuali in più rispetto alla media).
Traffico, difficoltà nel trovare parcheggio e scarsa pulizia delle strade sono invece i problemi maggiormente sentiti nel Centro-Sud e in regioni come Lazio, Campania e Lombardia, caratterizzate dalla presenza di grandi centri metropolitani. Il rischio di criminalità pur calando in senso assoluto, risulta ancora presente in Campania dove è segnalato da 4 famiglie su 10 (40,2%) e nel Lazio con una percentuale del 37,7%.
Le irregolarità nell'erogazione dell'acqua sono un problema molto sentito nel mezzogiorno con una percentuale del 18,7% ed in particolare in Calabria (33,4%) e in Sicilia (28,3%).




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Secondo il rapporto sugli indicatori ambientali urbani dell'Istat sono 19 i comuni, localizzati nel Mezzogiorno, che nel 2009 hanno dichiarato di aver fatto ricorso a misure di razionamento nella distribuzione dell'acqua per uso domestico, uno in meno del 2008.
In più di 3 famiglie su 10 (32,8%) qualche componente dichiara diffidenza nel bere acqua di rubinetto, soprattutto in Sicilia (64,2%) Calabria (52 per cento) e Sardegna (49,8 per cento). Tutto ciò nonostante come abbiamo visto l'Organizzazione Mondiale della Sanità abbia dichiarato sicura, l'acqua italiana, nel recente Water Safety Plan (Wsp). Va anche detto per completezza che secondo un'indagine condotta da Cra Nielsen per Aqua Italia (Associazione Costruttori Impianti e Componenti per il trattamento delle acque primarie civili e industriali di Anima/Confindustria), negli ultimi quattro anni oltre 7 milioni di italiani sono tornati a bere acqua del rubinetto.

   


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Si ringrazia l'utente Andrea de Natale Sifola GalianiAndrea
de Natale Sifola Galiani di flickr per l'immagine



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