Cosa servirebbe ai giovani imprenditori per aprire un'attività in Italia, poterla mantenere e far crescere nel tempo? Le ricette sono molte, ma gli ingredienti sono spesso i medesimi, meno fisco, meno burocrazia e più accesso al credito. Sul tema è intervenuta anche Unimpresa (Unione Nazionale di Imprese) che in un documento ha sottolineato come fondamentali due iniziative per rilanciare l'imprenditoria giovanile under 40. L'obiettivo che si pone Unimpresa è quello di creare i presupposto necessari per far si che gli imprenditori under 40 abbiano le condizioni per far nascere e crescere attività e progetti importanti, capaci di risollevare e dare stimoli all'intera economia italiana. La crisi finanziaria internazionale che sta tagliando le gambe anche ai grandi gruppi industriali, rende di fatto impossibile, soprattutto in Italia, creare nuove realtà imprenditoriali solide, specie se guidate da giovani.
Ma senza l'apporto dei giovani e delle loro idee sarà difficile che il ciclo economico possa riprendersi in tempo rapidi. Oltre alle due richieste (o meglio in parallelo) Unimpresa chiede anche di accelerare e rendere effettivamente operativa la società semplificata a responsabilità limitata (Ssrl) con le nuove regole previste dal decreto sviluppo, che estendono i benefici anche ai soci over 35. Ma veniamo alle richieste che dovrebbero essere inserite proprio nel decreto sviluppo che ora è al vaglio del parlamento.
Sul fronte fiscale la proposta riguarda la creazione di un forfettone tributario che potrebbe essere applicato per i primi cinque anni di vita delle nuove imprese, quelli tendenzialmente più critici, e che servirebbe ad assicurare sia un prelievo contenuto che la certezza di un piano economico finanziario da parte delle imprese. Unimpresa ha previsto due aliquote, la prima del 23% applicata agli utili d'impresa fino a 100 mila euro, la seconda del 33% per gli utili superiori a tale soglia.
Questa imposta, nelle sue due forme, andrebbe a sostituire tutte le forme di prelievo sulle imprese, incluse Ires e Irap.
Sul fronte dell'accesso al credito, oggi più che mai razionato dalla stretta creditizia delle banche, la proposta è quella della creazione di un fondo di garanzia speciale, alimentato subito con una quota dei 10 miliardi di euro che il Governo ha indicato come primo frutto del nuovo piano di privatizzazioni e dismissioni immobiliari. Questo fondo ad hoc servirebbe a superare il limite rappresentato dal capitale di 1 euro previsto per la società semplificata a responsabilità limitata. Che è un incentivo per la creazione delle imprese ma un limite quanto si richiedono finanziamenti per l'assenza di garanzie nel capitale sociale.
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