L'Imu, Imposta Municipale Unica, è stata anticipata a quest'anno dalla Manovra Salva Italia e si appresta a fare il suo debutto (a giugno). Le polemiche, nei mesi scorsi e in questi giorni si sono sprecate per quanto riguarda il settore residenziale ed ora tocca anche a quello commerciale e industriale. Infatti, secondo uno studio della Cgia di Mestre, le imprese artigiane e quelle industriali pagheranno a causa dell'Imu 1566 euro in più all'anno, mentre l'aumento per gli studi professionali sarà di 949 euro e quello per i negozi commerciali di 569 euro. Questi dati prevedono l'applicazione sugli immobili strumentali di un'aliquota ordinaria del 7,6 per mille, anche se è facoltà dei Sindaci ridurla fino al 4 per mille. L'associazione ha ritenuto di utilizzare l'aliquota ordinaria per i propri calcoli vista la situazione di difficoltà in cui versano gran parte degli Enti Locali.
Tornando ai dati l'associazione delle imprese mestrine sottolinea che gli effetti dell'Imu saranno notevoli per le imprese proprietarie degli immobili in cui vengono svolte le attività imprenditoriali.
Il confronto è stato fatto con la vecchia ICI, per la quale è stata utilizzata l'aliquota media nazionale applicata dai Comuni nel 2009 e pari al 6,4 per mille.
A livello macroeconomico, prendendo in considerazione solo gli immobili produttivi di proprietà delle aziende, l'introduzione dell'Imu, rispetto alla situazione attuale, darà luogo ad un aggravio della tassazione su questi immobili per un valore complessivo di 1,57 miliardi di euro. In concreto 219,5 faranno riferimento ai negozianti. 262 milioni di euro ai liberi professionisti e 1,09 miliardi di euro a industriali e artigiani.
Nel commentare i dati il segretario della Cgia, Giuseppe Bortolussi ha sottolineato che l'indagine sembra confermare le preoccupazioni emerse da più parti, circa il fatto che il passaggio tra ICI a Imu rischi di non portare alcun vantaggio alle imprese. Ricordiamo, in chiusura che stando così le cose saranno i Sindaci a decidere se la situazione sarà migliore o peggiore rispetto al passato visto che a loro spetta la decisione sull'applicazione dell'aliquota. Per cui la situazione più probabile è che imprese (e cittadini) che si trovano in amministrazioni comunali con casse in rosso si troveranno a pagare gli aggravi previsti dalla Cgia, mentre per quelle che si trovano in Comuni meno provati dal punto di vista finanziario ci potrebbero essere anche risparmi rispetto al passato.
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