Venerdi, 24 Gennaio 2020

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Il Salario Netto Italiano è Inferiore Alla Media Ocse


salari, cuneo fiscale, tasse, lavoro

Ci aveva già pensato l'Eurostat a mettere in luce che gli stipendi italiani sono tra i più bassi d'Europa, suscitando la replica di Istat e Governo che invece hanno tenuto a precisare che gli stipendi degli italiani sono in linea con la media Europea e assolutamente non inferiori a quelli di Spagna e Grecia.
A ribadire che la nostra situazione sul fronte salari è invece critica ci ha pensato l'Ocse, che nel rapporto “Taxing Wages” ha sottolineato che l'Italia si trova al 23° posto sui 34 Paesi Ocse sul fronte delle retribuzioni, in discesa dal 22° dello scorso anno e dietro a Spagna, Irlanda e a tutti i big europei.
Niente disquisizioni statistiche questa volta ma solo freddi numeri a certificare le difficoltà del nostro Paese.

Secondo l'Ocse in Italia nel 2011 il salario netto medio annuo di un lavoratore single senza figli a carico è stato di 25.160 dollari (pari a circa 19.150 euro all'attuale cambio), inferiore di quasi 2 mila euro alla media Ocse di 27.111 dollari (20.630 euro).

In Europa, tra i Paesi membri dell'Ocse nessuno guadagna meno di noi, neanche la Spagna che mostra una salario medio di quasi 2.600 dollari annui  superiore al nostro e pari a 27.741 dollari (circa 24.208 euro). Lontani gli altri Paesi a cominciare dal Regno Unito con uno stipendio medio di 38.952 dollari (29.643 euro), dalla Germania con 33.019 dollari (25.128 euro), dall'Irlanda con 31.810 dollari (24.208 euro) e dalla Francia con 29.798 dollari (22.677 euro).
Il salario lordo italiano è stato invece di 36.361 dollari, pari a circa 27.671 euro, un dato di poco inferiore alla media Ocse di 36.396 dollari (27.698 euro). Per cui ciò che ci frega è il passaggio dal lordo al netto, ovvero il peso delle tasse sui salari. L'Ocse, infatti, spiega che il peso del fisco sui salari è aumentato nel nostro Paese e il cuneo fiscale, cioè la differenza tra quanto pagato dal datore di lavoro e quanto incassato effettivamente dal lavoratore, è cresciuto dal 47,2% del 2010 al 47,6% dello scorso anno. L'aumento è dovuto ad una maggiore imposizione sul reddito che fa si che il nostro Paese sia sesto nella classifica della pressione fiscale sul lavoro. C'è chi ha fatto peggio di noi visto che rispetto allo scorso anno abbiamo perso una posizione (ci ha superato l'Ungheria) in questa poco felice graduatoria.
Nella classifica della pressione fiscale sul lavoro in testa troviamo il Belgio (55,5%), seguito dalla Germania (49,8%), dall'Ungheria (49,4%), dalla Francia (49,4%) e dall'Austria (48,4%).
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