Venerdi, 6 Dicembre 2019

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CON LE NUOVE ADDIZIONALI REGIONALI IRPEF RISCHIO AUMENTI MEDI DI 226 EURO L’ANNO A CITTADINO


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Nelle scorse settimane la Uil aveva presentato uno studio secondo cui se venisse confermata la possibilità di poter alzare l'addizionale comunale Irpef, già dal 2011, si potrebbero verificare aumenti medi annui di 52 euro per i contribuenti con un reddito medio imponibile di 26 Mila euro. Oggi l'organizzazione sindacale pubblica una nuova indagine sul tema del federalismo fiscale, sottolineando come l'introduzione delle nuove norma potrebbe comportare nel 2015 aumenti dell'Addizionale Regionale IRPEF di 226 euro medi annui per ogni contribuente. Il che significherebbe un aumento dell'imposta dell'82,8%, dagli attuali 273 euro medi pro capite ai 499 euro . L'indagine prefigura una situazione in cui tutte le Regione si avvalgano della facoltà, prevista dalla bozza di Decreto, di aumentare l'aliquota fino al 3% (per i lavoratori e pensionati l’aliquota all’1,4% per i redditi fino ai 28 mila euro), gradualmente fino al 2015. Nello specifico per lavoratori e pensionati l'aumento, sarebbe mediamente di 228 euro, passando dagli attuali 270 ai 498 euro. Secondo questa ipotesi, un lavoratore dipendente che rientra nello scaglione di reddito fino a 15 mila euro, pagherebbe mediamente 129 euro l'anno, con un aumento del 16,4%. Un pensionato pagherebbe mediamente 156 euro, con un aumento del 17,3%, mentre un lavoratore autonomo pagherebbe mediamente 155 euro, per un aumento del 150%. Per lo scaglione di reddito superiore (15 mila- 28 mila euro), l'Addizionale peserebbe mediamente su un lavoratore dipendente per 287 euro, con un aumento del 16,7%, su un pensionato per 276 euro (+16,5%); mentre su un lavoratore autonomo per 445 euro (+150%). Per i redditi imponibili superiori ai 28 mila euro, i lavoratori verserebbero mediamente 1410 euro l'anno (+846 euro; +150%), i pensionati 1410 euro (+846 euro; +150%), mentre un lavoratore autonomo 1512 euro (+907 euro; +150%). Attualmente le regioni, fa sapere la Uil, incassano con l'addizionale 8,3 miliardi di euro, di cui 7,9 miliardi derivanti dai redditi dei lavoratori dipendenti e pensionati (il 93,7% del totale del gettito dell’imposta), con un aliquota media applicata dell’1,22%.


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Nella simulazione proposta, invece, il gettito passerebbe a 15,5 miliardi di euro, di cui ben 14,1 miliardi a carico dei soliti noti (lavoratori e pensionati), pari a circa il 91,3% del totale del gettito dell’imposta.
Dati che secondo l'organizzazione sindacale devono portare ad una profonda riflessione sull'attuazione del federalismo fiscale, quantomeno nell'accezione presentata dal governo. La Uil, infatti, ritiene il federalismo come un processo necessario, ma solo se parte dalla razionalizzazione della spesa pubblica improduttiva e dalla lotta agli sprechi e non facendo leva (al rialzo) sul fisco locale. Senza dimenticare, prosegue la Uil che oltre all'aumento delle addizionali, è nella facoltà delle Regioni (secondo il decreto del federalismo) introdurre nuovi tributi, così come le provincie possono aumentare a loro volta le imposte e i tributi di loro competenza.
Anche l'eventuale riduzione dell'Irap, non può considerarsi una compensazione adeguata, visto che questa operazione porterebbe vantaggi solamente a chi vive di redditi fissi.

  [Via: Uil Uil ]


 

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