Giovedi, 5 Dicembre 2019

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Condono: Tutti Contrari, Tranne Evasori e Governo


condono fiscale, evasione, consumatori

Abbiamo visto ieri che il condono fiscale, ventilato dal Governo per recuperare fondi dell'ultima ora è una misura fortemente osteggiata dalla Corte dei Conti, che l'ha definita “una scelta molto politica, specie per l'aspetto che riguarda le conseguenze sul comportamento dei contribuenti”.
É chiaro infatti che non è possibile aspettarsi un maggior senso civico, e una maggiore tax compliance se ogni due per tre si vara una misura per sanare i comportamenti scorretti compiuti dai furbi o da chi ha saputo aspettare l'ennesima scappatoia. Il rischio è poi, quello di veder aumentare il numero di coloro che per fessi non ci vogliono passare, visto che, come sottolinea anche l'Ocse il ruolo delle norme sociali, intese come convinzioni comuni ha molta presa sui contribuenti in tem di evasione fiscale

Ma a pensarla così, in ambito istituzionale non è solo la Corte dei Conti, visto che anche la Commissione Europea, informata delle intenzioni italiane, ha subito fatto sapere che l'idea di varare un condono rischia di “minare a credibilità della lotta all’evasione e della strategia impostata dall’Italia per la riduzione del deficit e del debito”. Ma c'è di più secondo Bruxelles, il condono mal si inserisce nella strategia organica messa in atto dall'Italia per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, rappresentando una misura non permanente : “ un palliativo che di certo non risolve i problemi”.
Senza dimenticare, come ricorda Maria Cecilia Guerra, su lavoce.infolavoce.info che, al di là di ogni giudizio etico (da non sottovalutare di certo) i condoni non sono solo fiumi di denaro che entrano, ma anche costi. Si parte dai costi operativi per l'amministrazione finanziaria che dovrà gestire da un lato la burocrazia necessaria (circolari, modulistiche, risoluzioni etc) e dall'altro dovrà assistere i contribuenti (o i loro rappresentanti legali), portando di fatto via tempo e risorse a quella che dovrebbe essere la missione primaria dell'amministrazione, ovvero la lotta all'evasione.

In secondo luogo va considerato il profondo contrasto che esiste tra l'inasprimento della lotta all'evasione fiscale, che dovrebbe generare parte delle risorse necessarie al pareggio di bilancio e la scappatoia del condono fiscale. Ed in terzo luogo che il gettito prevedibile dal nuovo condono sarà inferiore a quello passato, per via del recente scudo fiscale, che ha riguardato i capitali illegalmente detenuti all'estero, in quanto destinato ai “soli” capitali evasi in Italia. A ciò va aggiunta l'impossibilità di effettuare condoni che coinvolgano l'Iva, in quanto il condono 2002-2003 era stato condannato dalla Corte di giustizia, in quanto “rinuncia generale e indiscriminata al potere di verifica e rettifica da parte dell’amministrazione finanziaria”.
Fortemente contrari al condono sono anche Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti, Presidenti di Federconsumatori e Adusbef, per i quali siamo arrivati al paradosso, dove un Governo da un lato annuncia di volere inasprire la lotta all'evasione e dall'altro da il via ad un nuovo condono. Per le due associazioni i fondi necessari devono essere recuperate dai grandi patrimoni, dalle rendite finanziarie e attraverso una vera lotta all'evasione fiscale. In proposito Federconsumatori e Adusbef propongono da subito un aumento della tassazione al 15-20% dei capitali “scudati”.
Anche l'associazione Adiconsum si schiera compatta contro il condono, visto che come spiega il segretario generale, Pietro Giordano, “in 38 anni di condoni lo Stato ha incassato (forse) 26 miliardi di euro, 15 euro a italiano. Gli unici ad averci guadagnato sono stati gli evasori". No al condono prosegue Giordano, perchè da un lato: “ arma la mano di Equitalia e dall'altra si ipotizzano condoni che perpetuano la cultura dei soliti furbi". Il risultato è che si va con la mano pesante verso i piccoli contribuenti mentre non si perseguono i grandi evasori che nascondono interi patrimoni in società di comodo.
Per portare fondi al Governo Adiconsum ha avanzato cinque proposte, in luogo del condono:
  • patrimoniale mobiliare e immobiliare sulle società di comodo e sui trust creati per eludere il fisco, senza colpire le prime case;
  • liberalizzazione delle professioni, "in particolare di quelle che creano delle vere e proprie caste a tutela dei grandi studi professionali e che condannano alla precarietà";
  • riforma fiscale con abbattimento della tassazione sulle buste paga e degli oneri a carico delle aziende;
  • fiscalità di vantaggio per le aziende che investono al Sud e nelle Aree depresse del Paese;
  • investimenti nelle infrastrutture.
CONDONI DAL 1973 AL 2004
In chiusura vi lasciamo con un calcolo effettuato dalla Cgia di MestreCgia di Mestre sull'efficacia dei condoni (edilizi, fiscali, previdenziali, etc.) negli ultimi 30 anni.
L'associazione ha calcolato che la lunga stagione dei condoni ha fatto recuperare all'erario un gettito attualizzato di 104,5 miliardi di euro, che in soli due casi su 17 presi in considerazione ha portato un gettito incassato superiore alle attese.
Valore Conto 468 x 60
RISORSE:

Importo  € Durata mesi
Finalità Anno di nascita  
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