Lunedi, 9 Dicembre 2019

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FEDERALISMO: CON L'IMU OGNI IMPRESA RISCHIERÀ UN AUMENTO DELLE TASSE MEDIO DI 410 EURO


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L'Imu, l'imposta Municipale Unica che farà il suo debutto nel 2014 come previsto dal decreto sul federalismo municipale, già da ora spaventa gli imprenditori. Infatti, dopo Confartigianato anche la Cgia di Mestre, da sempre molto ben predisposta nei confronti delle riforme federaliste, ha sollevato più di qualche dubbio sulla possibilità che tale imposta comporti un risparmio della tassazione per le imprese. In concreto secondo simulazione simulazione  dell'Ufficio Studi dell'associazione l'aumento delle tassazione potrebbe essere per gli imprenditori proprietari di negozi, uffici, laboratori e capannoni industriali, pari in media a 410 euro l'anno. Per analizzare gli effetti dell'Imu, (che andrà a sostituire l'Ici sugli immobili strumentali) per quanto riguarda le tasse in capo alle imprese proprietarie degli immobili dove svolgono la loro attività imprenditoriale, l'associazione è partita da alcune ipotesi di lavoro.
Nello specifico la Cgia ha ipotizzato che l’aliquota Imu, applicata agli uffici, ai negozi commerciali o ai capannoni produttivi presenti su tutto il territorio nazionale, sia del 7,6 per mille (cioè quella prevista dal decreto, anche se i Comuni possono ridurla fino al 50%). Per l’Ici, invece, si è deciso di far ricorso all’aliquota media nazionale applicata dai Comuni nel 2009, ovvero il 6,4 per mille. Partendo da questi dati e prendendo in considerazione solo gli immobili produttivi di proprietà delle aziende, la Cgia ha calcolato che l’applicazione dell’Imu, rispetto alla situazione odierna, porterà ad un aumento della tassazione su questi immobili per un valore complessivo di 542 milioni di euro.
Di qui la cifra media di 410 euro l'anno ad imprenditore. Più specificamente l'aumento sarà di 41,6 milioni di euro per i negozianti (pari a 110 euro ad azienda), di 50,8 milioni di euro per i liberi professionisti (+190 euro per ciascun proprietario) e di 449,5 milioni di euro tra gli industriali e gli artigiani (+ 668 euro per ciascun imprenditore). 



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Va sottolineato che in questo calcolo la Cgia ha escluso gli immobili di proprietà di persone fisiche ma adibiti a locale strumentale, in quanto utilizzato da piccoli imprenditori, artigiani o professionisti. Inoltre come sottolineato dallo stesso segretario dell'Associazione, Giuseppe Bortolussi, il risultato della simulazione è condizionato dalla scelta dell’aliquota da applicare su tutta la platea degli immobili ad uso strumentale presenti nel Paese. D'altro canto la decisione di far coincidere l’aliquota applicata in questo caso/studio con quella ordinaria del 7,6 per mille, deriva dalla considerazione che in un momento di difficoltà di bilancio come quello attuale (e con tutta probabilità anche quello prossimo) pochi Comuni avrebbero effettuato uno sconto dell'aliquota.
Il rischio è dunque, secondo Bortolussi, che dal 2014 molti imprenditori, nonostante il federalismo, subiranno un nuovo aumento delle tasse sui beni strumentali.

 

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