Martedi, 22 Ottobre 2019

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IL 44% DEGLI AFFITTI DELLE CASE DI LUSSO È INTESTATO A NULLATENENTI O PENSIONATI CON LA SOCIAL CARD


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Secondo gli ultimi dati diffusi dal Dipartimento delle Finanze, in Italia due terzi dei contribuenti dichiarano meno di 20mila euro e sono oltre 10milioni gli italiani a zero Irpef. Se poi si considera anche che, secondo quanto riporta la Banca d'Italia, il 10% delle famiglie più ricche che detiene il 45% del valore prodotto, mentre la metà più povera delle famiglie ne detiene solo il 10%, si capisce come in Italia la ricchezza sia veramente poco distribuita. Ma chi sono e come sono fatti questi ricchi? Secondo l'ultima indagine condotta da KRLS Network of Business Ethics per conto dell’Associazione Contribuenti Italiani molti di loro sono poveri possidenti e nullatenenti. Infatti, il 44% dei contratti di locazione delle ville e abitazioni di lusso di Cortina, Madonna di Campiglio, Sestriere, Courmayer, Bormio, Aprica, Passo del Tonale, Selva di Val Gardena, Corvara, Abetone e Roccarasoè intestato a nullatenenti o a pensionati con la social card. Si tratta, spiega l'associazione, dei poveracci delle dichiarazioni, spesso prestanome di facoltosi imprenditori e professionisti, che eludono il fisco o fanno affari d'oro con la malavita, risultando gli affittuari delle più belle ville di lusso in Italia.
Il mercato degli affitti delle ville di lusso è cresciuto, nel 2010, nonostante la crisi,  del 4,2%. Nel 2011 saranno in molti tra “ricchi nullatenenti e poveri possidenti”, rileva Contribuenti.it, a destinare parte della loro spesa nella locazione di ville esclusive o per i cosiddetti “passion investiments” come auto di grossa cilindrata , yachts, gioielli e oggetti d’arte, nonostante gli sforzi per arginare il fenomeno da parte dell'amministrazione finanziaria.  A tal proposito ricordiamo, però, che da quest'anno il fisco traccierà le spese oltre i 3mila euro.

 


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D'altro canto il presidente dell'Associazione Contribuenti Italiani, Vittorio Carlomagno, sottolinea che gli accertamenti fiscali da soli non servono per combattere l’evasione fiscale, visto che negli ultimi 5 anni è crollata la fedeltà fiscale di oltre 16 punti. La speranza è che comunque questi misure, unite a maggiori ad una più stretta collaborazione tra Agenzia delle Entrate, Inps, Agenzia del Territorio e Guardia di Finanza, con una condivisione delle rispettive banche dati possa portare a qualche risultato più concreto nella lotta all'evasione fiscale.
In chiusura ricordiamo che da un'indagine di Contribuenti.it, condotta la scorsa estate, emerse che il 64% degli yachts che circolano in Italia sono intestati a nullatenenti, o a prestanome ultraottantenni o ancora a società di comodo (trust, società di charter nautico).

[Via: Contribuenti.itContribuenti.it ]

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