Venerdi, 6 Dicembre 2019

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IL 75% DEI CITTADINI NON È CONGRUO CON IL REDDITOMETRO: CRESCE L'EVASIONE ANCHE PER LA BUROCRAZIA


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L'Art 22 della Manovra Economica ha migliorato il grado di efficienza di indagine dell'accertamento sintetico, comunemente detto redditometro per cercare di migliorare gli effetti della campagna contro l'evasione fiscale. Una recente indagine dell'Associazione Contribuenti Italiani ha sottolineato che tre cittadini su quattro non risultano congrui al redditometro, cioè non rispetterebbero quanto richiesto dal Fisco in termini di reddito imponibile e di tasse da versare all'erario. Per cui, secondo l'associazione, solo il 25% degli italiani avrebbe un tenore di vita allineato a quanto dichiarato. Dati che nel tempo continuano a peggiorare visto che, se per l'anno d'imposta 2008 i non congrui erano il 74,6%, le proiezioni per il 2010 arrivano all'83,3%. Nei primi nove mesi del 2010 l'evasione fiscale in Italia è cresciuta, secondo l'associazione, del 9,2% confermando il nostro Paese al primo posto in Europa, con un reddito imponibile evaso del 50,52% e 156 miliardi di euro l'anno di imposte sottratte. I principali evasori risultano essere, precisa contribuenti.it , gli industriali (32,8%) seguiti da bancari e assicurativi (28,3%), commercianti (11,7%), artigiani (10,9%), professionisti (8,9%) e lavoratori dipendenti (7,4%).  L'evasione è un fenomeno trasversale ampiamente diffuso nella società italiana anche dal punto di vista geografico, tuttavia risulta essere maggiormente presente nel Nord Ovest (29,4% del totale nazionale), seguito dal Sud (24,5%), dal Centro (23,2%) e dal Nord Est (22,9%).
Cinque sono le aree di evasione che caratterizzano il fenomeno: l'economia sommersa, l'economica criminale, l'evasione delle società di capitali, l’evasione delle big company e quella dei lavoratori autonomi e piccole imprese.
Secondo Contribuenti.it una prima mossa efficace da attuare per combattere l'evasione è quella di ridurre le aliquote fiscali di almeno 5 punti percentuali. In secondo luogo andrebbe migliorata la qualità dei servizi pubblici offerti eliminando gli sprechi di denaro pubblico, ancora molto presenti nell'economia italiana, come recentemente ricordato dalla Corte dei Conti.
Ovviamente essendo l'evasione fiscale intrinseca oramai alla società italiana, andrebbero anche evitate misure come i condoni e gli scudi fiscali che arricchiscono i grandi evasori e ne creano di nuovi.
A fianco della riduzione delle aliquote andrebbe anche intrapreso un percorso per la riduzione delle norme tributarie, che rendono il nostro Paese il primo in Europa per quanto riguarda la burocrazia fiscale.


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Secondo un calcolo effettuato da KRLS Network of Business Ethics per conto di Contribuenti.it, ogni anno in Italia vengono emanate 62500 nuove norme tributarie (considerando anche circolari ministeriali, risoluzioni e direttive emesse). Questa complessità fiscale oltre a costare ogni anno alle Piccole e Medie Imprese italiane circa 2,756 miliardi di euro (secondo l'Agenzia delle Entrate), scoraggia le imprese straniere dall'investire nel nostro Paese. Ecco che dunque la burocrazia fiscale contribuisce ad aumentare l'evasione, in quanto le regole cambiano più volte nel corso dello stesso esercizio, mettendo in difficoltà gli stessi contribuenti.
Secondo Contribuenti.it la normativa fiscale nel corso dell'ultimo anno è cresciuta più del doppio rispetto agli altri Paesi europei. Per questa ragione l'associazione chiede che la prossima riforma fiscale, di cui si fa un gran parlare, semplifichi anzitutto le norme fiscali e introduca un rapporto più' equo tra fisco e contribuente. E, aggiungiamo noi, che magari intervenga anche nei meccanismi di riscossione dell'evasione accertata, visto che in Italia il fisco incassa solamente il 10,4% delle somme accertate.

 

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