Venerdi, 24 Gennaio 2020

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IL PESO FISCALE SULLE IMPRESE IN ITALIA È IL PIÙ ALTO D'EUROPA, LA BUROCRAZIA ESIGE 285 ORE L'ANNO


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Le difficoltà per chi vuole aprire un'impresa in Italia sono molteplici, prima fra tutte la burocrazia che secondo l'Agenzia delle Entrate costa alle piccole e medie imprese 2,7 miliardi di euro l'anno. Un secondo elemento di difficoltà è sicuramente rappresentato dall'imposizione fiscale che nel nostro Paese risulta alilimite dell'oppressivo sia per i lavoratori dipendenti che per le imprese. Sempre per quanto riguarda le imprese, secondo lo studio "Paying Taxes 2011", realizzato dalla Banca mondiale in collaborazione con la PricewoterhouseCooper, l'Italia risulta, infatti, il primo Paese nell'Unione europea per le tasse sulle imprese. Dal rapporto emerge che il carico fiscale sulle imprese in Italia (TTR Total Tax Rate) è al 68,6%, contro il 65,8% della Francia, il 57% del Belgio, il 56,5% della Spagna e il 55,5% dell'Austria. Questi sono i cinque Paesi dell'UE con il più alta carico fiscale. Dall'altra parte i cinque Paesi con il più basso carico fiscale sono il Lussemburgo con il 21,1%, Cipro con il 23,2%, l'Irlanda con il 26,5%, la Bulgaria con il 29% e la Danimarca con il 29,2%. Tra le Altre potenze industriali europee si segnala Il Regno Unito al 7° posto con il 37.3% e la Germania al 16° posto con un carico fiscale del 48.2%.
A livello medio il carico fiscale europeo è del 44,2%, mentre quello mondiale è del 47,8%, composto per il 18,1% dalle tasse sui profitti, per il 16,2% dalle tasse sul lavoro e per il rimanente 13,5% da altre tasse a carico.
Secondo il Rapporto il carico fiscale delle imprese italiane è composto per il 51% dai contributi sociali, per il 13% dal TFR, per il 23% dall'IRES, per il 10% dall'IRAP e per il 3% da una componente residuale di tasse.
In generale su un carico complessivo del 68,8%, il 43,3% è rappresentato dalle tasse sul lavoro, il 22,8% dalle tasse sui profitti e il rimanente 2,4% da altre tasse.
Ciò ci posiziona al 167° posto sui 183 Paesi esaminati nella classifica delle nazioni con il carico fiscale più basso.
II rapporto sottolinea anche come il tempo per adempiere i doveri fiscali in termini di tasse sul lavoro e di contributi sociali sia in Europa uno dei più lunghi. Anche su questo fronte l''Italia non brilla di certo, classificandosi al 21° posto in Europa.


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Ad un impresa italiana occorrono infatti 285 ore l'anno per adempiere ai propri obblighi fiscali, ovvero 60 ore in più rispetto alla media europea (222 ore) e 3 ore in più rispetto alla media mondiale (282 ore).
Il cinque Paesi europei in cui occorre meno tempo per adempiere agli obblighi fiscali sono il Lussemburgo (59 ore), l'Irlanda (76 ore), l'Estonia (81 ore), il Regno Unito (110 ore) e la Svezia (122). Agli ultimi posti in Europa, invece troviamo la Bulgaria (616 ore), la Repubblica Ceca (557 ore), la Polonia (325 ore), il Portogallo(298 ore) e Lettonia (293).
Se si considerano tutti i 183 Paesi del mondo analizzati dal dossier l'Italia occupa il 123° posto, per quanto riguarda i tempi della burocrazia fiscale.
Delle 285 ore complessive necessarie, ben 214 occorrono per adempiere agli obblighi relativi alle tasse sul lavoro.
In generale il rapporto posiziona il nostro Paese al 128° posto nella classifica dei Paesi Dove è più semplice pagare le tasse.
Per chi volesse approfondire il rapporto "Paying Taxes 2011" è disponibile sul sito di PwC al seguente indirizzoseguente
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