Le difficoltà per chi vuole aprire
un'impresa in Italia sono molteplici, prima fra tutte la burocrazia
che secondo l'Agenzia
delle Entrate costa alle piccole e medie imprese 2,7 miliardi di euro
l'anno. Un secondo elemento di difficoltà è sicuramente
rappresentato dall'imposizione fiscale che nel nostro Paese risulta
alilimite dell'oppressivo sia per i lavoratori dipendenti che per le
imprese. Sempre per quanto riguarda le imprese, secondo lo studio
"Paying Taxes 2011", realizzato dalla Banca mondiale in
collaborazione con la PricewoterhouseCooper, l'Italia risulta,
infatti, il primo Paese nell'Unione europea per le tasse sulle
imprese. Dal rapporto emerge che il carico fiscale sulle imprese in
Italia (TTR Total Tax Rate) è al 68,6%, contro il 65,8% della
Francia, il 57% del Belgio, il 56,5% della Spagna e il 55,5%
dell'Austria. Questi sono i cinque Paesi dell'UE con il più alta
carico fiscale. Dall'altra parte i cinque Paesi con il più basso
carico fiscale sono il Lussemburgo con il 21,1%, Cipro con il 23,2%,
l'Irlanda con il 26,5%, la Bulgaria con il 29% e la Danimarca con il
29,2%. Tra le Altre potenze industriali europee si segnala Il Regno
Unito al 7° posto con il 37.3%
e la Germania al 16° posto con un
carico fiscale del 48.2%.
A livello medio il carico fiscale
europeo è del 44,2%, mentre quello mondiale è del 47,8%, composto
per il 18,1% dalle tasse sui profitti, per il 16,2% dalle tasse sul lavoro e
per il rimanente 13,5% da altre tasse a carico.
Secondo il Rapporto il carico fiscale
delle imprese italiane è composto per il 51% dai contributi
sociali, per il 13% dal TFR, per il 23% dall'IRES, per il 10%
dall'IRAP e per il 3% da una componente residuale di tasse.
In generale su un carico complessivo
del 68,8%, il 43,3% è rappresentato dalle tasse sul lavoro, il
22,8% dalle tasse sui profitti e il rimanente 2,4% da altre tasse.
Ciò ci posiziona al 167° posto sui
183 Paesi esaminati nella classifica delle nazioni con il carico
fiscale più basso.
II rapporto sottolinea anche come il
tempo per adempiere i doveri fiscali in termini di tasse sul lavoro e
di contributi sociali sia in Europa uno dei più lunghi. Anche su questo
fronte l''Italia non brilla di certo, classificandosi al 21° posto
in Europa.
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Il cinque Paesi europei in cui occorre meno tempo per adempiere agli obblighi fiscali sono il Lussemburgo (59 ore), l'Irlanda (76 ore), l'Estonia (81 ore), il Regno Unito (110 ore) e la Svezia (122). Agli ultimi posti in Europa, invece troviamo la Bulgaria (616 ore), la Repubblica Ceca (557 ore), la Polonia (325 ore), il Portogallo(298 ore) e Lettonia (293).
Se si considerano tutti i 183 Paesi del mondo analizzati dal dossier l'Italia occupa il 123° posto, per quanto riguarda i tempi della burocrazia fiscale.
Delle 285 ore complessive necessarie, ben 214 occorrono per adempiere agli obblighi relativi alle tasse sul lavoro.
In generale il rapporto posiziona il nostro Paese al 128° posto nella classifica dei Paesi Dove è più semplice pagare le tasse.
Per chi volesse approfondire il rapporto "Paying Taxes 2011" è disponibile sul sito di PwC al seguente indirizzo
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- Nel 2010 i debiti delle imprese sono cresciuti del 21,4%, anche a causa dell'aggressività del fisco
- Negli ultimi 10 anni il debito delle imprese è raddoppiato, scarsi gli investimenti in innovazione
- Fisco: aumenta il malcontento contro l'evasione fiscale, occorre una riforma fiscale che pesi meno
- Evasione fiscale: in Italia il fisco riscuote solamente un decimo delle somme evase accertate
- Gli italiani pagano le tasse più alte d'europa e ricevono il valore più basso in servizi sociali
- Negli ultimi dieci anni sono calate le tasse centrali dell'1,5% e aumentate quelle locali del 25,5
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