Venerdi, 24 Gennaio 2020

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La Manovra Finanziaria Porterà la Pressione Fiscale Al 44,1%, Valore Mai Raggiunto Prima


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Dopo aver calcolato gli effetti delle varie manovre finanziarie dal 2000 ad oggi, che hanno richiesto 2588 Euro a cittadino per Correggere il Deficit di Bilancio, la Cgia di Mestre è andata a calcolare gli effetti dell'ultima manovra finanziaria sulla pressione fiscale. Come è facile intuire le notizie non sono affatto positive visto che secondo i calcoli dell'ufficio studi dell'associazione degli artigiani mestrini, nel 2014 si raggiungerà un livello record di pressione fiscale, mai raggiunto prima in Italia. Ma andiamo con ordine.
Senza la manovra finanziaria correttiva appena varata la pressione fiscale italiana al 2014, sarebbe stata pari al 42,5% del Pil, cioè pari a quella del 2011, con circa 745.295 milioni di euro di entrate fiscali ed un Pil di 1.755.013 milioni di euro (valore nominale).
Gli effetti della manovra procureranno (o dovrebbero procurare) maggiori entrate per l'anno 2014 pari a 28,284 miliardi di euro, che porteranno le entrate complessive a 773.579 milioni di euro. Perciò dato il Pil nominale costante al 2014, secondo quanto previsto dal DEF 2011 - Analisi e tendenze di finanza pubblica, pari a 1.755.013 milioni di euro, se ne ricava un quota di pressione fiscale rispetto al Pil del 44,1%. Un livello mai raggiunto in Italia, superiore persino a quello del 1997, quando l'introduzione dell'Eurotassa portò la quota di pressione fiscale al 43,7% del Pil e superiore al livello attuale di circa 1,6 punti percentuali.
Così come la manovra finanziaria è stata concepita per produrre i suoi effetti maggiori nel biennio 2013 -2014, anche la pressione fiscale subirà un'impennata in quell'arco di tempo.


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In concreto, secondo quanto calcolato dall'associazionecalcolato
dall'associazione, si passerà da una pressione fiscale del 42,6% nel 2011 (+0,1% rispetto al valore senza manovra), al 43,1% del 2012 (+0,4%), al 43,3% del 2013 (+0,7%) per finire con il 44,1% del 2014 (+1,6%).
Nel commentare i dati, il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha sottolineato che: “Fra tre anni se il Pil non subirà una vera e propria impennata, avremo un differenziale di + 0,4% rispetto al 1997. Un record del quale sicuramente non sentivamo il bisogno.”
Dati sul Pil, quelli previsti dal DEF 2011, che però potrebbero anche rivelarsi troppo ottimistici, visto l'andamento attuale della crescita e le previsioni fatte dalla Banca D'Italia.

 

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