Dopo aver calcolato gli effetti delle
varie manovre finanziarie dal 2000 ad oggi, che hanno richiesto 2588
Euro a cittadino per Correggere il Deficit di Bilancio, la Cgia
di Mestre è andata a calcolare gli effetti dell'ultima manovra
finanziaria sulla pressione fiscale. Come è facile intuire le
notizie non sono affatto positive visto che secondo i calcoli
dell'ufficio studi dell'associazione degli artigiani mestrini, nel
2014 si raggiungerà un livello record di pressione fiscale, mai
raggiunto prima in Italia. Ma andiamo con ordine.
Senza la manovra finanziaria correttiva
appena varata la pressione fiscale italiana al 2014, sarebbe stata
pari al 42,5% del Pil, cioè pari a quella del 2011, con circa
745.295 milioni di euro di entrate fiscali ed un Pil di 1.755.013
milioni di euro (valore nominale).
Gli effetti della manovra procureranno (o
dovrebbero procurare) maggiori entrate per l'anno 2014 pari a 28,284
miliardi di euro, che porteranno le entrate complessive a 773.579
milioni di euro. Perciò dato il Pil nominale costante al 2014, secondo quanto
previsto dal DEF 2011 - Analisi e tendenze di finanza pubblica, pari
a 1.755.013 milioni di euro, se ne ricava un quota di pressione
fiscale rispetto al Pil del 44,1%. Un livello mai raggiunto in
Italia, superiore persino a quello del 1997, quando l'introduzione
dell'Eurotassa portò la quota di pressione fiscale al 43,7% del Pil
e superiore al livello attuale di circa 1,6 punti percentuali.
Così come la manovra finanziaria è
stata concepita per produrre i suoi effetti maggiori nel biennio
2013 -2014, anche la pressione fiscale subirà un'impennata in
quell'arco di tempo.
COLLEGAMENTI SPONSORIZZATI
, si passerà da una pressione fiscale del 42,6%
nel 2011 (+0,1% rispetto al valore senza manovra), al 43,1% del 2012 (+0,4%), al 43,3% del 2013 (+0,7%) per finire con il
44,1% del 2014 (+1,6%).Nel commentare i dati, il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, ha sottolineato che: Fra tre anni se il Pil non subirà una vera e propria impennata, avremo un differenziale di + 0,4% rispetto al 1997. Un record del quale sicuramente non sentivamo il bisogno.
Dati sul Pil, quelli previsti dal DEF 2011, che però potrebbero anche rivelarsi troppo ottimistici, visto l'andamento attuale della crescita e le previsioni fatte dalla Banca D'Italia.
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