Domenica, 19 Novembre 2017

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L'Evasione Fiscale in Italia Arriva Al 38,41%, ma in Alcune Zone del Sud Sfiora il 66%


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DbGeo, acronimo di Database Geomarket, è la nuova banca dati dell'Agenzia delle Entrate creata per elevare il livello della lotta all'evasione fiscale, in quanto permette un maggiore livello di conoscenza anche localizzato delle caratteristiche fiscali dei contribuenti italiani. Questo nuovo strumento conoscitivo è il frutto di un processo elaborato a partire dalla definizione di 50 indicatori statistici di tipo economico, sociale, finanziario e demografico, analizzati dall'Agenzia nell'ultimo decennio (dal 2001 a oggi). I risultati sono poi stati incrociati per ognuna delle 107 province italiane e “compattati” su otto livelli dimensionali: bacino di contribuenti, attitudine a pagare le tasse, condizione sociale, struttura produttiva, tenore di vita, dotazione tecnologiche e caratteristiche orografiche del territorio. Vediamo allora qualche risultato concreto di questo nuova banca dati.
In Italia su 100 euro di imposte dovute al fisco vengono evasi in media 17,87 centesimi. Un valore che raddoppia e oltre se dall'analisi si escludono i redditi di chi le tasse le paga per forza per conteggiate alla fonte (lavoratori dipendenti e pensionati) arrivando a 38,41 euro. A livello territoriale si evidenzia una certa disparità per quanto riguarda la propensione ad evadere. Secondo quanto comunica l'Agenzia delle Entrate, infatti, a fronte di un tax gap (rapporto tra imposta versata e imposta dovuta sulla base del reddito presunto) pari a 38,41%, si riscontrano oscillazioni tra il 10,93% e il 65,67%. Il valore di evasione minima si registra nelle province dei grandi centri produttivi come Milano, Torino, Genova,Savona, Roma, Lecco, Cremona, Brescia, mentre quello massimo nelle province di Caserta, Salerno, Cosenza, Reggio Calabria e Messina. Città, quest'ultime sicuramente difficili e in cui il tasso di criminalità organizzata, il disagio sociale, truffe e altre frodi sono particolarmente alti e pari a 6.726 per milione di abitanti, contro una media nazionale di 4.625. Gran parte del Mezzogiorno è però una zona dove l'evasione prospera con tutte le altre province del Sud che mostrano un tasso d'evasione del 64,47%, ad eccezione di Bari, Napoli, Catania e Palermo, dove il Tax gap è pari a 38,19%. Tra i Comuni Virtuosi, i tecnici dell'Agenzia segnalano molte province del Nord-Est e dell'Emilia Romagna e le province di Cuneo e di Firenze, con un tasso d'evasione del 20,31%.


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E' però sbagliato ridurre tutto al classico dualismo Nord-Sud, in quanto la definizione più corretta vede l'evasione maggiore nelle zone dove è più basso il tenore di vita e dove si avverte meno la presenza dello Stato. Ciò spiega ad esempio perchè nelle aree ad alta evasione fanno eccezione le grandi città del Sud dove la struttura produttiva è più solida, tipo Napoli o Palermo, mentre i territori circostanti presentano un Tax gap più alto.
In più dall'Agenzia spiegano che il tasso di evasione presunta non ha alcun legame diretto con i valori assoluti dell'evasione, che invece si concentrano nelle zone più ricche del Paese. Di solito infatti, nei territori dove il tasso di infedeltà fiscale è basso, le somme evase risultano in valore assoluto molto alte, al contrario delle zone più povere ma ad alto tasso di evasione.
La nuova banca dati, sebbene solo agli inizi, si presenta come un valido strumento di indagine e si presta ad ulteriori e più approfondite analisi dei dati aggregati. Presto, infatti, potranno essere aggregati i dati anche per categorie di contribuenti (dipendenti, autonomi, imprenditori, pensionati) e per dimensione e natura dell'azienda (numero dipendenti, ragione sociale, settori).

 

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